Il Museo di Monterenzio
Il Museo di Monterenzio si fregia del marchio "Museo di Qualità". Questo marchio identifica le istituzioni museali che si distinguono per la qualità dei servizi di studio, di ricerca, di documentazione, di conservazione, di gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Foto 1 Foto 2 Foto 3

Foto 4 Foto 5 Foto 6
Foto 1 - Ingresso del Museo
Foto 2 - Ricostruzione di Capanna Celtica
Foto 3 - Vista interna - Ricostruzione di ambiente domestico
Foto 4 - Vista interna
Foto 5 - Vista interna
Foto 6 - Vista interna
Un po' di storia
Il Museo nasce il 19 marzo 1983 con una mostra il cui scopo era quello di riunire e mostrare al pubblico il materiale portato alla luce dai primi saggi di scavo archeologico, avvenuti dal 1972 al 1975, e dalle successive sistematiche campagne di scavo iniziate nel 1978 nei siti di Monte Bibele, Pianella di Monte Savino e Monte Tamburino.
L’entusiasmo con cui la cittadinanza accolse la mostra allestita nella "Casa della Cultura" insieme alla notevole affluenza non solo di semplici visitatori, ma anche di numerosi studiosi italiani e cultori stranieri della materia, furono gli stimoli che spinsero gli amministratori comunali e gli archeologi verso la scelta di realizzare una nuova struttura più ampia della sala-museo della Casa della Cultura e adeguata alle future necessità che si andavano via via palesando.
L'idea, fin da subito, non fu quella di raccontare solo l'insediamento preromano ma di custodire la documentazione relativa alle epoche precedenti e successive, onde restituire un quadro più ampio della storia della Valle dell'Idice.
La grande quantità di reperti riportati alla luce e la prospettiva di ulteriori campagne di scavo rendevano necessario pensare alla realizzazione di una sede più ampia e funzionale, che consentisse una migliore esposizione dei materiali e rispondesse alle esigenze della loro conservazione, del necessario restauro e del successivo immagazzinamento.
Furono necessari diversi anni per passare dall’idea al progetto e da questo alla realizzazione concreta del nuovo contenitore. Finalmente, nell'estate del 2000, la nuova sede museale era pronta per accogliere degnamente la mostra del 1983 che traslocò nei locali che ancora oggi la ospitano lasciando la sala-museo ricavata negli spazi della "Casa della Cultura di Monterenzio", in via Idice 235, al primo piano negli stessi locali nei quali oggi si trova l'ufficio della Polizia Municipale.
Immagine presa dalla locandina dell'inaugurazione del Museo
8 Luglio 2000 ore 18
© e diritti sono di esclusiva proprietà degli aventi diritto
Il Museo Archeologico degli Etruschi e dei Celti di Monterenzio, appena nato, venne intitolato alla memoria di Luigi Fantini, celebre pioniere delle ricerche sulla preistoria del territorio bolognese.
Le ricerche che si susseguirono nel corso degli anni, a partire dalle iniziali campagne di scavo, portarono alla luce i resti di un abitato etrusco-celtico, attivo tra gli inizi del IV e gli inizi del II secolo a.C., e della sua necropoli, costituita da circa centosettanta tombe, tutte caratterizzate da ricchi corredi.
Poco prima dell'apertura del nuovo Museo, a partire dal 1999, vennero intraprese campagne di scavo anche sul versante opposto a quello di Monte Bibele, nella località denominata Monterenzio Vecchio, in prossimità delle rovine della vecchia chiesa parrocchiale di Santo Stefano.
Da quel trasloco il museo assunse la forma che conserva ancora oggi, accogliendo chi desidera conoscere da vicino la storia etrusco-celtica della Valle dell'Idice.
Nel 2006, in un'area esterna adiacente al museo, venne costruita in dimensioni reali una capanna etrusco-celtica, ispirata a quelle dell’abitato di Pianella di Monte Savino. Nel 2011 venne perimetrata e protetta con un graticcio in legno.
Per anni la vita del Museo trascorse tranquillamente, di pari passo con le campagne di scavo e la realizzazione di eventi culturali, tra cui anche diverse mostre.
A tale proposito, tra gli eventi più significativi va ricordata l’inaugurazione, avvenuta nell’aprile del 2010, di una sezione tattile espressamente dedicata al pubblico non vedente, che rappresenta un'interessante integrazione al consueto percorso di visita per tutti i visitatori. La sezione tattile è costituita da una trentina di fedeli riproduzioni dei reperti originali conservati all'interno delle vetrine, realizzate magistralmente da Vincenzo Pastorelli.

Immagine presa dal volantino dell' inaugurazione della sezione tattile
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La tranquilla attività del Museo si interruppe nel 2014, quando accadde un fatto che avrebbe potuto compromettere il futuro dell’istituzione.
Nel pomeriggio del 28 aprile, poco dopo le 17, al primo piano dell’edificio divampò un incendio.
Fortunatamente il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, prontamente allertati, scongiurò il propagarsi delle fiamme all'intero edificio, salvando le strutture e il patrimonio archeologico conservato al suo interno.
Il 26 aprile 2015, a un anno dall’incendio, il Museo riaprì al pubblico, con nuovi allestimenti e spazi espositivi ampliati.
Dopo la riapertura, il Museo tornò ad ospitare numerose iniziative culturali, tra cui due mostre significative. La prima, allestita nel 2015, intitolata "Immagini della Prima Guerra Mondiale ad uso popolare", realizzata a cura di Franco Ruscelli e svoltasi dal 19 settembre al 18 ottobre.

L'immagine riproduce il volantino della mostra
© e diritti sono di esclusiva proprietà degli aventi diritto
La seconda, nel 2017, fu una mostra dedicata alla resistenza nella Valle dell'Idice, imperniata anche su componenti della famiglia De Giovanni che svolsero un ruolo importante nel corso del secondo conflitto mondiale.
Il Museo oggi
Il Museo si presenta come un moderno edificio dalle forme squadrate, risultato dall'accostamento di corpi geometrici di diverse altezze. A caratterizzarlo è un'ampia vetrata che alleggerisce il volume dell'ingresso, insieme ad altre vetrate che fungono da trait d'union tra i vari corpi della costruzione. Le superfici esterne sono per la maggior parte rivestite in laterizio faccia a vista, mentre le restanti sono tinteggiate di bianco. Si accede al Museo attraverso un basso avancorpo con funzione di bussola d'ingresso, che sporge dalla facciata caratterizzata dall'ampia vetrata.
Varcato l'ingresso, al piano terreno si trovano le sale espositive, organizzate per aree archeologiche. I reperti, realizzati in materiali diversi, come metallo, osso, ceramica, vetro e pietra, sono custoditi all'interno di numerose vetrine che ne garantiscono la protezione pur lasciandoli ben visibili. Il percorso espositivo illustra la storia delle valli dell’Idice e dello Zena, ripercorrendone il popolamento dalla preistoria all’età romana, con un ampio spazio dedicato al periodo etrusco-celtico, che rappresenta il vero fulcro del Museo.
Piano Terra - le aree espositive
Per illustrare meglio la breve descrizione dell'edificio e la disposizione degli ambienti, mi affido a due planimetrie che individuano le aree espositive mediante l'uso di colori e numeri. Sono tratte dal sito dell'Associazione Arc.a Monte Bibele, nella sezione dedicata al Museo.
Planimetria del Piano Terra del Museo Archeologico Luigi Fantini di Monterenzio
Distribuzione delle aree espositive
© Arc.a - che detiene i diritti di esclusiva proprietà.
Appena varcata la soglia d'ingresso ci si trova nella sala che ospita la reception bookshop, affiancata dai servizi igienici. Nella piantina è indicata con il colore giallo e il n. 1.
Superata la reception si accede a un corridoio, nella pianta colorato d'azzurro e contrassegnato dal n. 2. Lo spazio è allestito con pannelli didattici e con vetrine contenenti reperti provenienti dell'alta Valle dell'Idice.
Percorsa il corridoio, il visitatore giunge nel cuore dell'edificio, un ampio ambiente caratterizzato da due altezze diverse. Nella parte più bassa, quella perimetrale, sono distribuite sei aree espositive, tre alla destra del visitatore e tre alla sua sinistra, tutte rivolte verso il centro dell'ambiente più alto che si eleva per l'intera l'altezza del Museo. Giungendo dalla sala n. 2 e svoltando a destra si incontra la prima serie di ambienti evidenziati dal colore verde e numerati 3, 4 e 5. Si configurano come vani aperti e intercomunicanti affacciati sullo spazio centrale dell'edificio. Il n. 3 è dedicato alla necropoli di Monte Tamburino, il n. 4 è riservato al Quadrante Solare di Monte Bibele, il n. 5 presenta i reperti provenienti da Monte Tamburino e dalla Stipe Votiva.
Lasciando la sala n. 5, il visitatore ha due possibilità: la prima consiste nel proseguire nella visita mantenendo sulla destra la parete dell'edificio, al centro della quale una porta consente, quando le condizioni climatiche lo permettono, di accedere all'area esterna n. 8, adiacente al Museo. Qui si trova la ricostruzione a grandezza naturale di un'abitazione del tipo di quelle riportate alla luce nel villaggio di Pianella di Monte Savino.
La seconda possibilità consiste nel visitare dapprima il resto della sala museale e raggiungere l'area esterna in un secondo momento.
Se si è scelta la prima opzione, dopo la visita alla capanna si rientra dalla stessa porta per continuare il percorso verso le restanti parti del Museo. Sempre tenendo la destra, si giunge agli ambienti evidenziate nalla pianta con il colore arancione: le sale n. 9, n. 10 e n. 11.
L'area n. 9 contiene reperti provenienti dagli scavi della necropoli e dalla stipe votiva di Monterenzio Vecchio. La n. 10 è dedicata alla proiezione del video-documentario "Appenninica". La n. 11 espone oggetti rinvenuti nella necropoli di Monterenzio Vecchio.
A questo punto all'utente non resta che rivolgere l'attenzione verso l'isola espositiva centrale, contrassegnata nella pianta da una campitura di colore verde e dai nn. 6 e 7.
Questa parte del Museo, sviluppata a tutta altezza, è architettonicamente caratterizzata dalle strutture portanti del ballatoio del primo piano e delle capriate che sorreggono la copertura a due falde dell'edificio, entrambe lasciate a vista. La copertura è inolte dotata di un ampio lucernario che, insieme alle vetrate e agli oblò presenti sulle pareti, diffonde all'interno del Museo una luce naturale, morbida e diffusa valorizzando gli spazi espositivi.
Il centro della sala è occupato da un podio, sul quale trovano posto le aree espositive campite di verde e contrassegnate con i nn. 6 e 7. Il fulcro dell'area sopraelevata è costituito dalla suggestiva ricostruzione al vero dell'interno di un' abitazione del tipo rinvenuto a Pianella di Monte Savino, corredata di attrezzi da lavoro, strumenti e suppellettili indispensabili per lo svolgimento della vita quotidiana di quella popolazione. Sul podio sono inoltre collocate alcune vetrine contenenti oggetti di varia tipologia provenienti dagli scavi della stessa località.
Piano Primo - uffici, laboratorio, servizi, aula e sala
Planimetria del Piano Primo del Museo Archeologico Luigi Fantini di Monterenzio
Distribuzione degli ambienti: uffici, servizi igienici, laboratorio di restauro, aula didattica, sala esposizioni-conferenze
© Arc.a - che detiene i diritti di esclusiva proprietà.
Al piano superiore del Museo si accede salendo alcune rampe di scale oppure utilizzando l'ascensore.
Arrivati al primo piano, si percorre un corridoio sul quale si approno, sulla destra, evidenziato in pianta con una campitura di colore azzurro, il laboratorio di restauro e, sulla sinistra, gli uffici ed i servizi igienici. Superato il corridoio si giunge alle due aree aperte, affacciate sul ballatoio, che costituiscono l'Aula didattica, a destra, evidenziata in colore verde, e la Sala polivalente, a sistra, campita con un colore rosso.
Nell'aula didattica si tengono attività rivolte principalmente ai visitatori più giovani, quali: laboratori a tema, incontri-percorsi didattici e manifestazioni educative. Dopo un' introduzione da parte dei ricercatori sulle antiche tecniche produttive, l'analisi e la conoscenza dei materiali utilizzati, i ragazzi vengono invitati a realizzare manualmente dei piccoli manufatti legati al tema affrontato durante il laboratorio. Attraverso questo approccio, i ragazzi apprendono attraverso il fare .
La Sala polivalente è adibita, a seconda delle necessità, a conferenze o a esposizioni.
Complementare alla visita al museo è il percorso archeologico di Monte Bibele, raggiungibile in auto e dopo una breve passeggiata nel bosco.
www: Visita il sito web dell'Area archeologica naturalistica di Monte Bibele.
NB: Il Museo non segue più orari di apertura predefiniti. È sempre aperto, ma solo su prenotazione
CONTATTI
Museo Civico Archeologico "L. Fantini"
Via del Museo, 2
40050 - Monterenzio (BO)
Come raggiungere il Museo di Monterenzio
Per Info e prenotazioni
tel: +39 329 1949532
Email:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www: Visita il sito web del Museo di Monterenzio
Articoli correlati: Lo Staff del Museo di Monterenzio | Vedi anche: Orari di visita del Museo di Monterenzio | Vedi anche: Le pubblicazioni del Museo di Monterenzio | Vedi anche: Le prime guide al Museo Archeologico di Monterenzio
Comunicato importante
Dal 26 aprile 2015 il Museo riaprirà i suoi battenti al pubblico.Finalmente, dopo la chiusura forzata a seguito dell'incendio avvenuto nel 2014, i lavori di ripristino sono terminati. Il Museo é stato completamente rinnovato con un nuovo allestimento e spazi espositivi ampliati.
Vi aspettiamo.
Marco Atti. Le prime guide al Museo Archeologico L. Fantini di Monterenzio.
Le prime guide al Museo Archeologico L. Fantini di Monterenzio. Dal 1983 al 2000.
La storia del Museo di Monterenzio inizia nei primi anni del 1980; più precisamente al 19 marzo 1983, quando all'interno dell'edificio posto in Via Idice al civico 235 viene allestita la prima esposizione al pubblico dei reperti archeologici rinvenuti fino al 1982 sul Monte Bibele.
Proprio il 19 marzo di quarantadue anni fa accadde qualcosa di speciale: venne inaugurata la prima sede del Museo di Monterenzio, una sistemazione provvisoria che avrebbe ospitato il museo fino al trasferimento nella sede attuale, avvenuto nel luglio del 2000.
L'inaugurazione coincise con l'apertura di una mostra permanente che raccoglieva una selezione dei reperti archeologici ritenuti, in quel momento, i più significativi tra quelli rinvenuti fino ad allora. L'obiettivo era quello di far conoscere alla popolazione di Monterenzio e ai visitatori il patrimonio emerso dalle campagne di scavo svolte tra il 1972 e il 1975 e da quelle riprese nel 1978 sull'accrocoro di Monte Bibele.
L'esposizione venne allestita in alcuni locali della Casa della Cultura, in via Idice 235. Nello stesso edificio trovavano posto anche la Biblioteca del Consorzio Provinciale di Pubblica Lettura e alcune sale destinate ad attività culturali e ricreative.
Lo spazio espositivo occupava circa 130 metri quadrati al secondo piano dell'edificio ed era composto da un piccolo atrio e da una sala più ampia. I reperti, selezionati tra quelli rinvenuti fino agli scavi del 1982, erano esposti all'interno di 37 vetrine.
Per quell’occasione furono pubblicati due libri; un corposo catalogo curato da Daniele Vitali, intitolato Monterenzio e la Valle dell'Idice. Archeologia e storia di un territorio, e un opuscolo in formato tascabile, composto da una trentina di pagine, Archeologia e storia della valle dell'Idice, pensato come guida per i visitatori.

A cura di Daniele Vitali
Catalogo della mostra allestita nella sala-museo ricavata all'interno della Casa della Cultura di Monterenzio
marzo 1983

A cura di Fiamma Lenzi e Maria Luigia Pagliani
Guida alla sala-museo
inaugurata il 19 marzo 1983 all'interno della Casa della Cultura di Monterenzio
marzo 1983
La mostra archeologica registrò una notevole affluenza di pubblico e contribuì a far conoscere Monterenzio e la sua area archeologica, suscitando l'interesse di istituzioni e studiosi italiani e stranieri.
Pensate che dalla data di inaugurazione al mese di agosto 1983 accedettero alla sala-mostra ben ottomila visitatori.
Nei mesi successivi, fino a ottobre del 1983, il numero complessivo dei visitatori salì a tredicimila.
L'interesse del pubblico verso le due pubblicazioni fece si che le copie disponibili fossero ben presto esaurite, tanto che si dovette procedere a delle ristampe. Il catalogo, in edizione emendata, fu di nuovo disponibile nel 1990, mentre la guida tascabile venne sostituita da una nuova pubblicazione con diversa impaginazione grafica ed un nuovo formato, quello che vedete qui sotto, nel 1989.

A cura di Vincenzo Morrone
Guida al Museo "L. Fantini" di Monterenzio e all'Area Archeologica di Monte Bibele.
Anno 1989
Con il passare degli anni divenne evidente agli amministratori comunali e agli archeologi che gli spazi della sala-museo non rispondevano più alle nuove esigenze che si erano via via manifestate. La grande quantità di reperti riportati alla luce e la prospettiva di ulteriori campagne di scavo rendevano necessario pensare alla realizzazione di una sede più ampia e funzionale, che permettesse di garantire una migliore esposizione dei materiali, oltre che rispondere alle esigenze della loro conservazione, del loro necessario restauro e del successivo immagazzinamento.
Occorsero 17 anni per passare dall’idea al progetto e, da esso, alla realizzazione concreta del nuovo contenitore. Finalmente, nel 2000, la nuova sede museale era pronta e la mostra del 1983, presi armi e bagagli, traslocò nella sua sede definitiva.
L’8 luglio del 2000, il museo aprì i battenti al pubblico con la mostra Archeologia e storia delle valli dell'Idice e dello Zena.
Naturalmente era necessaria una guida adeguata all'occasione, che accompagnasse il visitatore nel corso della visita al nuovo Museo. Venne perciò pubblicata una nuova guida, che mutuò il nome dalla mostra: "Guida al Museo Archeologico di Monterenzio "Luigi Fantini". Archeologia e storia delle valli dell'Idice e dello Zena".

A cura di Anna Dore, Federica Guidi, Laura Minarini, Stefania Vellani
Guida al Museo Archeologico di Monterenzio "Luigi Fantini".
Archeologia e storia delle valli dell'Idice e dello Zena
Anno 2000
Da quel tempo il museo è cresciuto, si è arricchito di nuovi manufatti e ha continuato a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia dell'Appennino bolognese, diventando un punto di riferimento per chi vuole conoscere il passato di questo territorio.
Se sei interessati ad altre notizie sul Museo "Luigi Fantini" di Monterenzio, seguite i link sottostanti.
Le pubblicazioni del Museo di Monterenzio.
Vedi altro sul Museo "Luigi Fantini" di Monterenzio e sull'Area Archeologica di Monte Bibele:
Vedi L'area archeologica naturalistica di Monte Bibele.
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Marco Atti. Una cartolina di Bisano_Sant'Alessandro di Bisano
Altra cartolina paesaggistica, riguardante la frazione di Bisano. Il soggetto posto al centro dell'immagine è la Chiesa Parrocchiale di Sant'Alessandro, che si erge in cima ad un colle che domina la valle dell'idice.
La cartolina è stata inviata da Bisano a Bologna, nel 1934.
Edita in formato piccolo orizzontale, misura cm. 8,9x13,6.
Sul lato illustrato, chiamato tecnicamente recto, è riprodotto un paesaggio riconoscibilissimo della valle dell'Idice, caratterizzato dalla presenza di un edificio che affonda le sue radici fino al 1109.
La chiesa è appoggiata sul rilievo al centro dell'immagine mentre alle sue spalle si eleva il Monte Bibele. In basso, sotto l'immagine, è visibile la didascalia che indica il soggetto fotografico: Bisano (Bologna) - Chiesa Parrocchiale.
Il dorso della cartolina, chiamato tecnicamente verso, presenta la classica bipartizione che siamo abituati a vedere. La suddivisione è stata realizzata mediante una linea verticale ondulata. Lo spazio alla sinistra della linea è riservato al messaggio del mittente, mentre quello alla destra è destinato all'indirizzo e all'affrancatura. Quest'ultima è stata effettuata utilizzando un francobollo da 20 centesimi.
È presumibile che la cartolina sia stata realizzata tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Sul dorso sono presenti i dati dell’editore, 7912 Ediz. Cella Ercole, mentre lo stampatore è ignoto.
NB: Un'altra cartolina con lo stesso soggetto, la stessa inquadratura e la stessa impaginazione grafica, prodotta dallo stesso editore e da stampatore ignoto, viaggiata nel 1935, è stata pubblica da Franco Ruscelli a pagina 41 del suo libro "Monterenzio Immagini di un territorio".
Tutte le cartoline pubblicate in precedenza, sono visibili nella sezione A'marcord --> Vecchie cartoline .
Seguendo il seguente link sotto riportato potrete leggere la trascrizione delle pagine dedicate alla Chiesa di Sant'Alessandro, tratte dalla monumentale opera "Le chiese parrocchiali della diocesi di Bologna, ritratte e descritte" edita dalla Litografia Marchi e Corty, Tipografia di San Tommaso D'Aquino, 1844/1851.
La Chiesa di Sant'Alessandro di Bisano, oggetto di questo scritto, è la sedicesima chiesa che appare illustrata e descritta all'interno del Tomo II°, pubblicato nel 1847
https://monterenzioin.it/le-antiche-chiese-di-monterenzio/527-testo-descrittivo-della-chiesa-di-santalessandro.html

- Bisano
“Bisano (Bologna) - Chiesa Parrocchiale"
7912 Edizioni Cella Ercole
Realizzata in formato piccolo (cm. 8,9 x 13,6)
Cartolina viaggiata - anno 1934-XII
(Collezione Atti)
Puoi vedere le altre cartoline già pubblicate, su Monterenzio e le sue frazioni, cliccando sui nomi sotto riportati
- Bisano
- Bisano - Festa dei fiori
- Ca' di Bazzone
- Ca' Merla
- Castelnuovo di Bisano
- Cassano
- Monterenzio
- Pizzano
- Rignano
- San Benedetto Del Querceto
- Savazza
- Villa di Sassonero
Marco Atti. Una cartolina di Bisano_Oratorio di San Rocco
Altra cartolina paesaggistica, riguardante la frazione di Bisano. L'edificio in primo piano è l'oratorio di San rocco con il portico ancora integro. Tra la colonna del portico e l'oratorio si intravvede "Casa Cella", abitazione storica risalente al' 400.
La cartolina è stata inviata da Monterenzio a Bologna, nel 1936.
Edita in formato piccolo verticale, misura cm. 8,6x13,8.
Sul lato illustrato, chiamato tecnicamente recto, è riprodotta l'immagine parziale dell'Oratorio di San Rocco, insieme ad alcune case contigue esistenti a quel tempo.
L'abitato del borgo occupa l'intera parte frontale della cartolina. In alto a sinistra è visibile la didascalia che indica il soggetto fotografico: Borgo di Bisano (Bologna) - Oratorio San Rocco (Case del 1400). L'oratorio, edificio storico edificato nel 1500, è ripreso di scorcio e viene mostrata solo una porzione del portico d'ingresso, a quel tempo ancora integra. Dietro all'oratorio fanno da sfondo alcune case del Borgo; al centro del portico si nota l'altro edificio storico del Borgo "Casa Cella". Davanti al piccolo edificio e seduta una giovane donna con lo sguardo volto verso il fotografo.
Il dorso della cartolina, chiamato tecnicamente verso, presenta la classica bipartizione che siamo abituati a vedere. La suddivisione è realizzata mediante una linea verticale a zig-zag. Lo spazio alla sinistra della linea è riservato al messaggio del mittente, mentre quello alla destra è destinato all'indirizzo e all'affrancatura. Quest'ultima è stata effettuata utilizzando un francobollo da 10 centesimi.
È presumibile che la cartolina sia stata realizzata tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Sul dorso sono presenti i dati dell’editore, 7910 Ediz. Cella Ercole, mentre lo stampatore è ignoto.
NB: Una cartolina che mostra lo stesso soggetto e la stessa inquadratura di questa, ma con impaginazione grafica, editore e stampatore diversi, è stata pubblica da Franco Ruscelli a pagina 34 del suo libro "Monterenzio Immagini di un territorio".
Tutte le cartoline pubblicate in precedenza, sono visibili nella sezione A'marcord --> Vecchie cartoline .

- Bisano
“Borgo di Bisano (Bologna) - Oratorio S. Rocco (Case del 1400)"
7910 Ediz. Cella Ercole
Realizzata in formato piccolo (cm. 8,6 x 13,8)
Cartolina viaggiata - anno 1936
(Collezione Atti)
Puoi vedere le altre cartoline già pubblicate, su Monterenzio e le sue frazioni, cliccando sui nomi sotto riportati
- Bisano
- Bisano - Festa dei fiori
- Ca' di Bazzone
- Ca' Merla
- Castelnuovo di Bisano
- Cassano
- Monterenzio
- Pizzano
- Rignano
- San Benedetto Del Querceto
- Savazza
- Villa di Sassonero
Marco Atti. Ca' di Bazzone. Confronto tra cinque cartoline simili
La belle cartoline che vedete qui sotto appartengono alla mia collezione. Prima di entrare nel dettaglio delle immagini, però, è utile che io chiarisca il contesto in cui le ho inserite.
Sono cartoline che coprono un arco temporale di nove anni, dal 1936 al 1945, e le ho riunite in un unico post perché si riferiscono alla stessa frazione del territorio di Pizzano, nel Comune di Monterenzio. Il soggetto fotografato rimane sempre lo stesso, uno scorcio della Valle dell'Idice comprendente l'abitato di Cà di Bazzone, seppure l'aspetto delle cartoline risulti diverso per ognuna di esse.
Sul "recto", la parte illustrata della cartolina, variano i colori di stampa, il taglio fotografico dell'immagine, i font tipografici delle didascalie.
Sul "verso", il lato dedicato al messaggio nonché all'indirizzo del destinatario, possono comparire o meno le didascalie che identificano l'immagine frontale, i dati dell'editore, dello stampatore, i riferimenti temporali riguardanti il periodo in cui la cartolina è stata realizzata, numeri che identificano la cartolina, oltre a piccoli loghi.
Man mano che proseguirete nella lettura, apprenderete tutte queste informazioni.
Buona viaggio nel magico mondo delle cartoline.
Cartolina 1

- Cartolina "Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)"
Editore: Anonimo
Stampatore: Stab. Dalle Nogare e Armetti - Milano
Realizzata in formato: piccolo (Cm. 13,9 x 9)
Cartolina viaggiata - anno 1936
(Collezione Atti)
La prima cartolina appare di colore più chiaro rispetto alle successive.
Realizzata in formato piccolo, cm. 13,9 x 9, è stata stampata utilizzando colori caldi. L’illustrazione si presenta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle del cartoncino di colore avorio, tendente al giallo chiaro, creando così attorno ad essa un bordo perimetrale che fa risaltare maggiormente il soggetto. L’immagine e stata stampata utilizzando colori che vanno dal bianco caldo al grigio chiaro, fino al grigio scuro quasi nero.
Nell’inquadratura si riconoscono subito la scuola elementare comunale e la Chiesa di Pizzano, oltre alle poche case dell’abitato. Si notano anche la strada che collegava Monterenzio con Bologna, nonché alcune vie, sentieri e stradelli di minore importanza che permettevano di raggiungere le case sparse.
Sulla parte frontale della cartolina, sotto l’immagine del panorama di Ca’ di Bazzone, è stata posizionata la didascalia che spiega il soggetto dell’immagine: “Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)”.
Il dorso della cartolina presenta la classica ripartizione che siamo abituati a vedere. Al centro della pagina, una linea verticale separa gli spazi deputati al messaggio e all'indirizzo del destinatario. Disposta in verticale, appena a sinistra della linea divisoria, compare la dicitura “RIPR. VIET. - R.D.L. - XI-1925 - N. 1950”, mentre nella parte riservata al destinatario, sotto il segnaposto più in basso, si legge la dicitura “STAB. DALLE NOGARE E ARMETTI - MILANO”.
Nel segnaposto per l’affrancatura sono impressi i codici “98034 6851”
Non compare alcuna didascalia riferita al soggetto dell’immagine riprodotta sul fronte.
La cartolina è stata spedita da Monterenzio il 18 settembre 1936, con destinazione Ferrara.
Cartolina 2

- Cartolina "Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)"
Editore: Edizioni POli Giovanni
Stampatore: Fototipie F.lli Fornaciari - Bologna
Realizzata in formato: piccolo (Cm. 14 x 8,9)
Cartolina viaggiata - anno 1940 XVIII
(Collezione Atti)
La seconda cartolina appare di colore più scuro rispetto a quella appena sopra.
Realizzata in formato piccolo, cm. 14 x 8,9, è stata stampata su un cartoncino color nocciola. Anche in questo caso l’illustrazione si presenta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle del supporto, creando un bordo perimetrale che fa risaltare maggiormente il soggetto. L’immagine e stata stampata utilizzando colori che vanno dal bianco al grigio chiaro, fino al grigio scuro quasi nero e sembrano tendere ad un leggerissimo tono bluastro.
Nell’inquadratura spiccano, sulla sinistra, gli edifici della scuola elementare comunale e della Chiesa di Pizzano, oltre alle poche case dell’abitato. Si notano anche la strada di collegamento Monterenzio-Bologna, nonché alcune vie, sentieri e stradelli di minore importanza che permettevano di raggiungere le case sparse.
Sulla parte frontale della cartolina, sotto l’immagine del panorama, è stata inserita la didascalia che illustra il soggetto raffigurato: “Panorama Cà di Bazzone - PIZZANO (Monterenzio)”.
Il dorso della cartolina presenta la classica ripartizione che conosciamo. Al centro della pagina, una linea verticale separa gli spazi deputati al messaggio e all'indirizzo del destinatario. Disposta in verticale, appena a sinistra della linea divisoria, compare la dicitura “Fototipie F.lli Fornaciari - Gargiolari, 10 - Bologna”. Sotto alla linea verticale compare un simbolo all’interno di un cerchio sono inscritte le lettere “E.I.S” Simbolo di Eliografia Italiana Schio.
Sempre sul dorso, in basso a sinistra, si legge la dicitura “Ediz. Poli Giovanni - Monterenzio”.
Non compare alcuna didascalia riferita al soggetto dell’immagine riprodotta sul fronte.
La cartolina è stata scritta a Monterenzio il 22 luglio 1940 XVIII, spedita con destinazione Bologna.
Cartolina 3

- Cartolina "Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)"
Editore: Anonimo
Stampatore: Stab. Dalle Nogare e Armetti - Milano
Realizzata in formato: piccolo (Cm. 13,9 x 9)
Cartolina viaggiata - anno 1940
(Collezione Atti)
Realizzata in formato piccolo, cm. 14 x 9,1, è stata stampata su un cartoncino color beige. Anche in questo caso l’illustrazione si presenta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle del supporto, creando un bordo perimetrale che fa risaltare maggiormente il soggetto. L’immagine e stata stampata utilizzando colori che vanno dal bianco al grigio chiaro, fino al grigio scuro quasi nero.
Il soggetto fotografico è sempre lo stesso, ma l’immagine è stata leggermente ingrandita cosi ché alcune parti del paesaggio sono state tagliate fuori. (La cosa risulta evidente osservando il lato basso della cartolina, dove un tratto dell’Idice, la parte bassa della chioma degli alberi e una delle case del borgo sono stati tagliati).
Anche i questa cartolina, nell’inquadratura si vedono la scuola elementare comunale e la Chiesa di Pizzano, oltre alle poche case dell’abitato. Si notano anche la strada di collegamento Monterenzio-Bologna, nonché alcune vie, sentieri e stradelli di minore importanza che permettevano di raggiungere le case sparse.
Sulla parte frontale della cartolina, sotto l’immagine del panorama raffigurato, è stata inserita la didascalia che illustra il soggetto raffigurato: “Panorama Cà di Bazzone - PIZZANO (Monterenzio)”.
Il dorso della cartolina presenta la classica ripartizione che conosciamo. Al centro della pagina, una linea verticale A ZIG ZAC separa gli spazi deputati al messaggio e all'indirizzo del destinatario. Disposta in verticale, appena a sinistra della linea divisoria, compare la dicitura “Anno XVIII - E. F.”.
Sempre sul dorso, posta in basso a sinistra, compare la didascalia riferita all’editore e allo stampatore: si legge la dicitura “Ediz. Poli Giovanni - Monterenzio e Fototipie Fornaciari - Via Gargiolari, 10 - Bologna”.
La cartolina è stata scritta a Monterenzio il 15 agosto 1940, spedita con destinazione Campobasso.
Cartolina 4

- Cartolina "Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)"
Editore: Ediz. Poli Giovanni- Monterenzio
Stampatore: Fototipie F.lli Fornaciari - Bologna
Realizzata in formato: piccolo (Cm. 13,9 x 8,9)
Cartolina viaggiata - anno 1941
(Collezione Atti)
Realizzata in formato piccolo, cm. 13,9 x 8,9, è stata stampata su un cartoncino color beige, tendente al nocciola. Anche in questo caso l’illustrazione si presenta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle del supporto, creando un bordo perimetrale che fa risaltare maggiormente il soggetto. L’immagine e stata stampata utilizzando colori che vanno dal bianco al grigio chiaro, fino al grigio scuro quasi nero.
Il taglio fotografico è lo stesso della cartolina n. 2. Si vedono la scuola elementare comunale e la Chiesa di Pizzano, oltre alle poche case dell’abitato. Si notano anche la strada di collegamento Monterenzio-Bologna, nonché alcune vie, sentieri e stradelli di minore importanza che permettevano di raggiungere le case sparse.
Sulla parte frontale della cartolina, sotto l’immagine del panorama raffigurato, è stata inserita la didascalia che illustra il soggetto raffigurato: “Panorama Cà di Bazzone - PIZZANO (Monterenzio)”.
Anche in questa cartolina, il dorso presenta la classica ripartizione che conosciamo. Al centro della pagina, una linea verticale separa gli spazi deputati al messaggio e all'indirizzo del destinatario. Disposta in verticale, appena a sinistra della linea divisoria, compare la dicitura “Fototipie F.lli Fornaciari - Gargiolari, 10 - Bologna”. Sotto alla linea verticale, come già visto nella cartolina n. 2, compare un simbolo all’interno di un cerchio sono inscritte le lettere “E.I.S” Simbolo di Eliografia Italiana Schio.
Sempre sul dorso, in basso a sinistra, si legge la dicitura “Ediz. Poli Giovanni - Monterenzio”.
La cartolina è stata scritta a Monterenzio il 17 ottobre 1941, spedita a Bologna.
Cartolina 5

- Cartolina "Panorama Cà di Bazzone - Pizzano (Monterenzio)"
Editore: Ed. Poli Giovanni - Monterenzio
Stampatore: Fototipie Fornaciari - Bologna
Eliografia Italiana - Schio 1942-XX
Realizzata in formato: piccolo (Cm. 13,9 x 9)
Cartolina Scritta - Non viaggiata - anno 1945
(Collezione Atti)
Realizzata in formato piccolo, cm. 13,9 x 9, è stata stampata su un cartoncino color beige. Anche in questo caso l’illustrazione si presenta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle del supporto, creando un bordo perimetrale che fa risaltare maggiormente il soggetto. L’immagine e stata stampata utilizzando colori che vanno dal bianco al grigio chiaro, fino al grigio scuro quasi nero.
Il soggetto fotografico è sempre lo stesso delle precedenti e mantiene lo stesso taglio delle cartoline 2 e 4.
Anche in questa, sulla parte frontale della cartolina, sotto l’immagine del panorama raffigurato, è stata inserita la didascalia che illustra il soggetto raffigurato: “Panorama Cà di Bazzone - PIZZANO (Monterenzio)”.
Il dorso della cartolina presenta la classica ripartizione che conosciamo. Al centro della pagina, una linea verticale separa gli spazi deputati al messaggio e all'indirizzo del destinatario.
Come nella cartolina 2, sotto alla linea verticale compare un simbolo all’interno di un cerchio sono inscritte le lettere “E.I.S” Simbolo di Eliografia Italiana Schio.
Sempre sul dorso, nella parte riservata al destinatario, posta sotto l’ultima riga in basso, compare la didascalia riferita allo stampatore: si legge la dicitura “Eliografia Italiana - Schio 1942 XX”.
La cartolina fu parzialmente scritta, a Monterenzio, il 2 maggio 1945, mentre la parte del destinatario non fu scritta e la cartolina non fu mai spedita.
Nel caso di questa cartolina, c'é una cosa che la rende particolarmente interessante: è il messaggio che il mittente avrebbe voluto inviare.
Si legge: “Quella che era la piccola frazione del comune di Monterenzio, oggi quasi distrutta: noi abitavamo un po’ più sù, circa 500 metri; speriamo che la casa sia ancora salva; peraltro il fienile e la stalla crollarono dopo l’incendio. Di nuovo tanti saluti”. La firma è stata posta con due semplici iniziali.
A proposito del testo scritto sulla cartolina, voglio ricordare che il 30 giugno 1944 Ca’ di Bazzone subì un violento bombardamento effettuato, a più riprese, da parte di tre aerei alleati. Forse intendevano distruggere i ponti sull’Idice.
Il tragico bilancio di quell’episodio fu di 30 morti, di cui molti bambini. La località fu completamente distrutta.
NB: Nella Collezione Ruscelli, sono presenti due cartoline aventi lo stesso soggetto paesaggistico, ed un impaginato simile a queste. Una è stata riprodotta a pagina 56 del primo libro di Franco Ruscelli, dedicato alle cartoline del territorio di Monterenzio, “Monterenzio Immagini di un territorio ”, pubblicato 2001.
L'altra è stata pubblicata a pag. 43 del secondo libro di Franco, dedicato allo stesso argomento, intitolato "Monterenzio 2 Nuove Immagini di un territorio", edito nel 2020.
Tutte le cartoline già pubblicate sono visibili nella sezione A'marcord --> Vecchie cartoline .
Cliccando sui link sotto riportati, potrete vedere le cartoline relative a ciascuna frazione del Comune di Monterenzio.
- Bisano
- Bisano - Festa dei fiori
- Ca' di Bazzone
- Ca' Merla
- Castelnuovo di Bisano
- Cassano
- Monterenzio
- Pizzano
- Rignano
- San Benedetto Del Querceto
- Savazza
- Villa di Sassonero
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Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"
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8 Novembre 2014
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Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
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8 Novembre 2014
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alle ore 16,00
La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
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30 Anni di Pubblica Assistenza
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Festa dei marroni e Mercato contadino
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Una bellissima cartolina
Franco Gamberini
Una bellissima cartolina
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