4° Giocaparco 2015 Monterenzio
"4° Giocaparco 2015 Monterenzio"


- Le immagini riproducono il volantino dell'evento
© e diritti sono di esclusiva proprietà dell'autore del volantino
Vai al blog dell' Ortogiardino di Monterenzio
24 maggio 1915. Cento anni fa l'Italia entrava in guerra
24 Maggio 1915. Cento anni fa l'Italia entrava in guerra
Oggi ricorre un triste anniversario. Cento anni fa l'Italia entrava in guerra.
La causa scatenante del primo conflitto mondiale fu l'attentato di Sarajevo, avvenuto il 28 Giugno 1914, nel quale perì l'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando.
A seguito di ciò, seguirono le dichiarazioni di guerra che contrapposero inizialmente Austria e Germania a Serbia, Francia, Inghilterra, Russia ed altre nazioni.
L'Italia rimase neutrale fino al 23 maggio 1915, quando il Duca D’Avarna, ambasciatore d’Italia a Vienna, presentò al Ministro degli Esteri austroungarico la dichiarazione di guerra.
Il giorno seguente, 24 maggio 1915, il Re Vittorio Emanuele III emanò il seguente ordine del giorno.
" Soldati di Terra e di Mare L'ora solenne delle rivendicazioni nazionali è suonata.
Seguendo l'esempio del mio Grande Avo, assumo oggi il comando supremo delle forze di terra e di mare con sicura fede nella vittoria, che il vostro valore, la vostra abnegazione, la vostra disciplina sapranno conseguire.
Il nemico che vi accingete a combattere è agguerrito e degno di voi. Favorito dal terreno e dai sapienti apprestamenti dell'arte, egli vi opporrà tenace resistenza, ma il vostro indomito slancio saprà di certo superarlo.
Soldati A voi la gloria di piantare il tricolore d'Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra. A voi la gloria di compiere, finalmente, l'opera con tanto eroismo iniziata dai nostri padri."
Questo proclama, segnò l'ingresso dell'Italia nel conflitto mondiale

Soldati a quota 76 sul Carso (collocazione Fototeca inv. CMSA_F_009475)
Si trattò di una guerra che provocò milioni di vittime, fra morti, feriti, mutilati, invalidi, internati nei campi di prigionia, dispersi.
Ancora oggi, dopo tante ricerche e tanti studi, non è possibile fornire dati certi riguardanti le vittime di questa follia.
Per quanto riguarda l'Italia, stime approsimative parlano di 650.000 militari e circa 600.000 vittime civili (Dato preso da http://www.governo.it/Notizie/Presidenza/dettaglio.asp?d=78555)
Cominciava così, per il nostro paese, un conflitto che termino il 4 novembre 1918.
Di seguito il Bollettino di guerra n. 1268, diramato dal Generale Armando Diaz, che sanciva la fine della guerra.
Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida
di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per
numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile
e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima
per 41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla
quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche,
due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro
settantatre divisioni austroungariche, è finita.
La fulminea arditissima avanzata su Trento del XXIX corpo
della I armata, sbarrando le vie della ritirata alle armate
nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della
VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato
ieri lo sfacelo totale del fronte avversario.
Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII
e della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre
più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla
testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle
posizioni da essa già gloriosamente conquistate, che mai aveva
perdute.
L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite
gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni di lotta
e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiali
d'ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i
depositi ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000
prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5000 cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del
mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli
che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Armando Diaz
In occasione della triste ricorrenza del centesimo anniversario dell'inizio della “Grande Guerra”, queste pagine vogliono essere un sentito omaggio a quanti, padri di famiglia, figli, mariti, hanno dato in sacrificio la propria vita, con l’intento di lasciarci un mondo migliore.
Un pensiero particolare va ai caduti di Monterenzio, i cui nomi sono riportati sulle due lapidi che sono collocate all’interno del nostro municipio, in alto a sinistra e a destra, appena all’interno della portone d’ingresso.
Concludo ringraziando la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste per avere fornito e permesso la pubblicazione della bella e drammatica foto sopra riprodotta.
Marco Atti
Vedi l'articolo: Monterenzio - I caduti nella Grande Guerra
Vedi l'articolo: 1914-2014: Centenario della Grande Guerra
Vedi l'articolo: Cartoline della Grande Guerra
Giornaletto Anno 1874
"L'Unione - Giornaletto didattico politico
degl'insegnanti primari d'Italia"
Anno 1874
Questo giornaletto, che ho reperito a Firenze, ci riporta indietro nel tempo; più esattamente, ai primi decenni dell'epoca post-unitaria, quando si apre la questione sull'insegnamento della religione nelle scuole.
La diatriba si trascinerà, fra alti e bassi, fino ai giorni nostri e, come vediamo dal presente documento, coinvolse nella discussione anche Monterenzio.
Il giornaletto é stato edito a Torino il 23 Dicembre 1874, dalla Tipografia Nazionale Ec. di A. Pignata e Catella.
Qui sotto vedete un'immagine della prima pagina del documento. Sotto di esso pubblico un estratto dal giornaletto.

- L'immagine riproduce la prima pagina de "L'Unione"
giornaletto didattico-politico degl'Insegnanti primari d'Italia
pubblicato a Torino - Anno 1874
Collezione Marco Atti
L'istruzione religiosa nelle Scuole Ed un evviva al Municipio di Monterenzio
Ci duole di aver ritardato a rendere consci i nostri cari colleghi di una deliberazione, che altamente onora un Municipio dell'Emilia, intorno all'importantissima e vitale questione dell'insegnamento religioso nelle scuole. Crediamo pregio dell'opera il riprodurre nella sua integrità la deliberazione, che all'unanimità venne adottata, parendoci una stu penda lezione di pedagogia morale-teologica-politico-filosofica.
Onore e gloria agli intrepidi amministratori di Monterenzio, i quali, in questi tempi, in cui baldanzosamente fanno sfoggio d'insane dottrine i materialisti, gli atei, i volterianisti, ed abbondano i Nicodemi, ossia gli amici occulti, timidi e paurosi della verità, i Monterenziani, sfidando la corrente e sdegnando la falsa aura popolare, con coraggio cristiano e cittadino, e con inconfutabili argomenti provano, quanto danno ridonderebbe al civico consorzio se venisse adottato l'inconsulto voto del Congresso Pedagogico di Bologna.
Essi benemeritarono dalla patria e dalle famiglie; noi riverenti c'inchiniamo a si dotto e patriottico Consesso, ringraziando Dio benedetto, che di costa alla città ove fu emesso il fatale verdetto, siavi una grossa borgata che appresti conveniente antidoto, combatta cioé l'insidiosa proposta.
Noi vorremmo che fosse coniata una medaglia d'oro in onore del suddetto patriottico Municipio, e che si trovasse modo di raccorre una somma sufficiente, per fare stampare e distribuire gratis copia della deliberazione a tutti i Deputati, Senatori, Municipi e Maestri d'Italia.
Contro il verdetto del Congresso di Bologna stanno quelli, ben più autorevoli e numerosi, di Genova e Venezia. Appena emesso quello, noi, anziché ritenerlo come il voto della gran maggioranza de'maestri d'Italia, di cui malamente credettero di farsi interpreti, proponemmo al Governo, che interpellasse in proposito tutti i Consigli Comunali del Regno. Abbonché questo esperimento non sia scevro di pericoli, pure la deliberazione presa da Monterenzio, ed il fatto che, non uno su dieci, dei genitori degli allievi che frequentano le scuole tecniche, ginnasiali ed i licei dello Stato domandano che i propri figli siano dispensati dall'assistere ne' di festivi alle funzioni religiose, ci sarebbero di buon augurio.
Pozzi
Teresa Borghi. La scuola elementare nel comune di Monterenzio
"Teresa Borghi. Voci e ricordi dell'infanzia
La scuola elementare nel comune di Monterenzio"
Queste pagine, che pubblico per gentile concessione dell'autrice, sono una riscrittura e un notevole ampliamento di quelle già pubblicate nel 2008, sul libro "Il canto del fiume".
Sono pagine che trattano dell'istruzione pubblica nel nostro territorio, dai primi anni del '900 fino agli anni '50, in un momento cruciale della sua storia quando Monterenzio, appena uscito dalla seconda guerra mondiale, lentamente si avviava su un lungo e faticoso percorso di ricostruzione che passava, necessariamente, anche attraverso il processo di alfabetizzazione di massa e l’obbligo scolastico.
In esse, Teresa, raccoglie le testimonianze di molti nostri concittadini e concittadine che a quel tempo erano bambini, o già ragazzi, e frequentavano le scuole elementari di Monterenzio o delle sue frazioni.
Si trattava, a quell'epoca, di scuole rurali sparse sul territorio, spesso ricavate in ambienti di fortuna che, adattati all’uso, permettevano una partecipazione scolastica più ampia e diffusa.
Certo, leggendo queste pagine, i più giovani faranno fatica ad immaginarsi le difficoltà, le fatiche e i sacrifici che dovettero affrontare i loro coetanei di allora per potere accedere a quell'istruzione che avrebbe permesso loro di migliorare le proprie condizioni di vita.
I bambini e le bambine di quel tempo, come si legge nelle pagine di Teresa, cominciavano prestissimo a contribuire all'andamento dell'economia famigliare. Erano spesso impegnati in piccoli lavori, adatti alla loro età, e frequentavano la scuola e studiavano solo quando erano liberi da queste incombenze.
In più, a rendere precaria e discontinua la loro partecipazione alle lezioni contribuivano anche una grande miseria, molto diffusa in tante famiglie di allora, la lontananza delle scuole ed il maltempo.
Per fortuna, molto é cambiato da allora e, oggi, l'istruzione scolastica é patrimonio di tutti.
E' utile e doveroso ricordare, però, che per arrivare a questo risultato il cammino é stato lungo e faticoso ed il beneficio di cui oggi godiamo, e diamo per scontato, per quelli che ci hanno preceduto é stato una vera conquista.
Le pagine di Teresa, proprio perché tramandano questo ricordo, sono veramente preziose.
Termino ringraziando Teresa Borghi per l'opportunità concessa.
Per leggere le pagine cliccate sull'immagine qui sotto.
Alcune note sull'autrice:
Teresa Borghi é nata a Monterenzio ed ha vissuto allo Sterlino di San Benedetto del Querceto fino all'età di 17 anni quando, per motivi di studio e di lavoro, dovette trasferirsi a Bologna. Sposatasi nel 1968, lasciò definitivamente Monterenzio. Attualmente vive a Marano di Castenaso.
Oltre al "Canto del fiume" Teresa é autrice anche del libro edito nel 2004 "Religiosità popolare e mondo contadino".
Come coautrice ha collaborato ad altri libri.
1986 - Il punto interrogativo: i pericoli in casa e fuori casa - Teresa Borghi , Annunzio Gandolfi. Il libro, scritto per la pubblica assistenza di Castenaso, era rivolto ai bambini.
2003 - Un mondo di donne - Teresa Borghi, Nella Pinardi
2005 - La scuola di Marano. Cento anni di vita di un edificio - Maria Grazia Baruffaldi, Milana Benassi Capuano, Nella Pinardi, Teresa Borghi, Miranda Marmi, Milena Mazza
Teresa Borghi. Il canto del fiume
"Teresa Borghi. Il canto del fiume"
Teresa Borghi è l'autrice del Libro “Il canto del fiume”, edito nel 2008 e dedicato alla comunità di Monterenzio.
Il libro di Teresa, abbraccia un arco temporale che va dalla fine dell '800 fino agli anni '60 del '900.
Attraverso le sue pagine, Teresa, ci racconta di Monterenzio e della sua gente, prendendo in considerazione e descrivendo i vari aspetti e i modi di vita di una società di tipo patriarcale e prevalentemente contadina.
E' la storia di una comunità rurale che, nei primi cinquant'anni del 1900, ha subito i danni derivanti dallo svolgersi di due guerre mondiali, con la conseguente scia di morti, vedove, orfani e distruzioni.
Una comunità che, uscita sconvolta della seconda guerra mondiale, pian piano si cura le ferite e inizia la ricostruzione del suo tessuto sociale e produttivo, avviandosi verso un periodo di grandi cambiamenti e di progresso economico.
Un periodo che, purtroppo, avrebbe portato benefici soprattutto alle città e che avrebbe avuto come conseguenza il fenomeno dello spopolamento delle campagne e dei territori collinari, come il nostro.
Attraverso la raccolta di testimonianze dirette, ricordi e tantissime fotografie, Teresa ci illustra modi di vita tanto diversi da quelli attuali da sembrarci quasi incomprensibili, così assuefatti come siamo a rapporti sociali allentati e alle comodità odierne.
Ci parla del lento trascorrere della vita dei nostri nonni, il cui ritmo era scandito dal mutare dalla natura e dall'alternarsi delle stagioni. Ci narra di tradizioni e di una religiosità popolare ormai perdute. Di rapporti sociali molto stretti e di una grande solidarietà. Di riti, credenze e superstizioni dimenticate.
Leggere questo libro é come salire su una fantastica macchina del tempo che permette al lettore di gettare uno sguardo all'indietro su un mondo ormai scomparso e che, nel suo dissolversi, ha lasciato un vuoto incolmabile e tanta nostalgia.
Il libro é stato pubblicato nel 2008
Indice:
Banca della memoria.
Introduzione.
I fiumi del comune e le più importanti vie di comunicazione.
Tradizioni e aspetti della vita contadina.
I lavori del contadino.
- Autunno.
- Inverno.
- Primavera.
- Estate.
Altre attività della famiglia contadina.
- Il formaggio.
- La lavorazione delle carni di maiale.
- L'approvvigionamento della legna.
- L'approvvigionamento dell'acqua.
- Il bucato.
- Il pane.
- La cura degli animali.
La casa del contadino.
- servizi igienici.
Religiosità popolare.
- Consuetudini, tradizioni, riti religiosi e riti propiziatori durante l'anno.
Svaghi, giochi e divertimenti.
- La messa e il rosario.
- I pellegrinaggi.
- Il cinema di Monterenzio.
- Al cinema parrocchiale.
- Il ballo.
- Il "tarzadur" (il trecciatoio).
- Lomm a merz (lume a marzo).
- La caccia.
- La banda di Bisano.
L'eleganza dei nostri nonni.
Il fidanzamento.
Il matrimonio.
I figli.
Un passo dopo l'altro.
Un po' di guerra... ma poca.
Salute e cure.
Il malocchio.
Credenze e superstizioni.
Quando il pane era polenta.
La breve età dell'infanzia.
- La scuola elementare.
- La scuola Avviamento.
- I giochi e i giocattoli.
- Carnevale.
- A tu per tu con il cielo.
- L'informazione.
- Il buio e la paura.
- Il garzone, la serva e i pastorelli.
- Le favole.
- In colonia.
Le persone nei ricordi della gente.
- Il dottor Massimo Gherardi.
- Il fabbro Salvatore Nobili.
- Il dottor Alceste Serrazanetti.
- Don Ruggero Stagni.
- Il barbiere Vittorio.
- La maestra Maria Pia Caselli.
- La maestra Maria Donemica Minarini.
- Lurinzon.
... E alcune famiglie del territorio.
- La famiglia Biagini dei Ronchi.
- La famiglia Borghi dello Sterlino.
- La famiglia Grilli del Poggiolo.
- La famiglia Grillini della Ca' Bassa.
- La famiglia Pagani di Villa di Sassonero.
- La famiglia Montebugnoli di Farneto.
Le classi sociali.
Mestieri vari e cariche istituzionali.
- Il fabbro.
- Il muratore.
- Il calzolaio e il ciabattino.
- Il mugnaio.
- Il birocciaio.
- Il parroco.
- Il daziere.
- La levatrice.
- La bidella.
- Il guardiacaccia.
- Gli artigiani itineranti.
- I mercanti itineranti.
Storie di vita e di bottega.
- La bottega di Alvisi a San Benedetto del Querceto.
- Il negozio di Argelli a Monterenzio.
- I fruttivendoli Biagini di Ca' di Bazzone.
- Il forno Maurizzi a Monterenzio.
- La bottega di Olmi a Rignano Bolognese San Clemente.
- La bottega di Venturi a Monterenzio.
La mia terra.
Festa del borgo.
Conclusioni.
Ringraziamenti.
Bibliografia.
Vedi la scheda del libro
Altri articoli...
Pagina 13 di 22
«InizioPrec.11121314151617181920Succ.Fine»icerca
A M'ARCORD
Il baule dei ricordi
Vecchie cartoline, foto ingiallite dal tempo, foto di guerra, strumenti di lavoro, oggetti del tempo passato...
Riaffiorano i ricordi
venti
![]()
13 Novembre 2014
"Pro Loco Monterenzio. Assemblea informativa"
Presso la sala consiliare del Municipio di Monterenzio
Via Idice 1
alle ore 20,30
Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"
![]()
8 Novembre 2014
"Pattinaggio Monterenzio Saggio d'Autunno"
Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
Via Idice 220
alle ore 20,00
Le atlete di "Pattinaggio Monterenzio"
presentano
Saggio d'autunno
![]()
8 Novembre 2014
"30 anni di Pubblica Assistenza"
Presso la sede della Pubblica Assistenza di Monterenzio
alle ore 16,00
La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
a festeggiare i
30 Anni di Pubblica Assistenza
![]()
8 e 9 Novembre 2014
"Festa dei marroni e Mercato contadino"
Presso la Palestra Comunale di Monterenzio
La Polisportiva,
con il patrocinio del Comune di Monterenzio
Vi invita a partecipare alla
Festa dei marroni e Mercato contadino
![]()
spiti
Denise Bartoli
Aiutiamo Denise
Edmondo Gaibazzi
Una bellissima cartolina
Franco Gamberini
Una bellissima cartolina
![]()
Vanni Lazzari
Due bellissime foto di Vanni
![]()
Roberto Licciardello
Una bellissima foto di Roberto
![]()
Fausto Malpensa
Alcune belle cartoline
![]()
Matteo Mazzetti
Una bellissima foto di Matteo
![]()
Ermes Pinotti
Bellissime cartoline
![]()
Chi sarà il prossimo?
Forza ragazzi
oto
Marco Atti
Alcune foto di Marco![]()
Valeria Bragaglia
Alcune foto di Valeria![]()
Carmelina Grosso
Alcune foto di Carmelina![]()
Mauro Muscioni
Alcune foto di Mauro![]()
Enrico Pitocco
Alcune foto di Enrico![]()
Cinzia Ruscelli
Alcune foto di Cinzia![]()
Fabrizio Santi
Alcune foto di Fabrizio![]()
Giovanni Oscar Urso
Alcune foto di Giovanni![]()
Varie
alendario
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
eteo
Monterenzio




















