Caduti di Monterenzio-Prima guerra Mondiale
Chelli Salvatore di Mansueto
I caduti della Grande Guerra-Chelli Salvatore
Chelli Salvatore compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Chelli Salvatore
di MansuetoNato a Monterenzio nel 1899, dimorante a Monterenzio (Pizzano)
soldato del 202° Regg. Fanteria
disperso sul campo (Piave) il 15 giugno 1918.
Muratore.
Celibe.
Collina Vito di Francesco
I caduti della Grande Guerra-Collina Vito
Collina Vito compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Collina Vito
di FrancescoNato a Monterenzio (o Loiano?) nel 1883, dimorante a Monterenzio
soldato del 3° Genio Telegrafisti
morto per ferite riportate in combattimento nell'ospedaletto Da Campo 165 il 4 dicembre 1917.
Bracciante.
Ammogliato, lascia un orfano.
Conti Angelo di Emilio
I caduti della Grande Guerra-Conti Angelo
Conti Angelo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Conti Angelo
di EmilioNato a Monterenzio (o Fiorenzuola d'Arda?) nel 1896, dimorante a Monterenzio
soldato del 4° Regg. Genio (Pontieri)
morto per ferite nell'ospedaletto da campo 84 il 21 marzo 1917.
Colono.
Celibe.
Costa Salvatore di Antonio
I caduti della Grande Guerra-Costa Salvatore
Costa Salvatore compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Costa Salvatore
di Antonio Nato a Monterenzio nel 1898, dimorante a Monterenzio
soldato del 2° Regg. Alpini
morto in prigionia per esaurimento a Mauthausen il 1 dicembre 1916.
Falegname.
Celibe.
Sepolto nel cimitero di Mauthausen.
Daghia Celeste di Cesare
I caduti della Grande Guerra-Daghia Celeste
Daghia Celeste compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Daghia Celeste
di CesareNato a Monterenzio nel 1891, dimorante a Monterenzio
soldato del 48° Regg. Fanteria
morto per ferite sul campo il 5 novembre 1916.
Colono.
Celibe.
Degli Esposti Luigi di Gaetano
I caduti della Grande Guerra-Degli Esposti Luigi
Degli Esposti Luigi compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Degli Esposti Luigi
di Gaetano Nato a Monterenzio nel 1887, dimorante a Monterenzio
soldato del 68° Regg. Fanteria
morto per malattia in ospedale a Monza il 28 gennaio 1916.
Colono.
Ammogliato, lascia un orfano.
(*) Dai documenti in mio possesso e dall'atto di morte, Luigi risulta essere deceduto mentre era ricoverato in ospedale a Monza. Più precisamente, era tra i pazienti del Reale Civico Ospedale, Umberto I° di Savoia, situato in via Solferino 6.
Dal certificato di morte risulta essere deceduto per malattia il giorno 28 gennaio 1916, alle ore 18:30. Aveva 22 anni.
Il nome della malattia che stroncò la vita di Luigi non viene riportata sul documento. A quel tempo, però, la scelta era ampia.
Nel corso della Grande Guerra, le malattie che falcidiarono i poveri soldati furono numerose e dipesero dalle terribili condizioni di vita alle quali i militari erano sottoposti. La vita di trincea non risparmiò sofferenze a nessuno. Condizioni atmosferiche avverse, gravi carenze igieniche, la precaria assistenza sanitaria e la scarsa quantità e qualità del rancio somministrato minarono la salute dei militari, provocando l’insorgere e la diffusione di malattie che furono causa di morte per migliaia di soldati. Tra le truppe si diffusero malattie epidemiche come il tifo, il colera, la malaria, il vaiolo, la meningite, la tubercolosi, le malattie veneree e la dissenteria, facendone strage.
Alcune note sul 68° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Degli Esposti Luigi.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto dedicato alla Brigata Palermo è limitata alle pagg. 213 e 214, che comprendono gli anni 1915 e inizio 1916. Luigi muore a gennaio del 1916.
Il 67° e il 68° Reggimenti di Fanteria componevano la Brigata Palermo.
(**) Anno 1915
Allo scoppio delle ostilità la brigata trovasi già in Valtellina, alla dipendenza della 5ª divisione. A metà giugno il 67° si porta a Vezza d'Oglio, donde ai primi di luglio due compagnie del I battaglione vengono distaccate a Lago di Campo: ivi, il 5 luglio, esse sostengono il primo scontro col nemico.
Entro il mese di luglio tutta la brigata è dislocata tra Vezza d'Oglio, Mortirolo e Ponte di Legno, con distaccamenti avanzati a Cima Cady e passo del Tonale. Il 25 agosto il III e IV/68°, rinforzati da elementi del III/67°, attaccano il Tonale austriaco, riuscendo ad occupare alcuni elementi di trincea, ma l'intenso fuoco di artiglieria della difesa impedisce di raggiungere l'obiettivo finale.
Alla metà di ottobre la brigata inizia il trasferimento per la fronte del basso Isonzo ed il 10 novembre trovasi dislocata presso Versa, alla dipendenza della 9ª divisione. Il giorno 19 si schiera sul S. Michele, per partecipare, alla dipendenza successivamente della 22ª e della 29ª divisione, alla 4ª battaglia dell'Isonzo (10 novembre - 5 dicembre) ed il 28 reparti del 68° attaccano le cime 1, 2 e 3 del S. Michele, riuscendo, malgrado il vivo fuoco di sbarramento, a portarsi fin sotto i reticolati e ad aprirvi due varchi, attraverso i quali due compagnie del reggimento tentano, invano e con gravi perdite, di raggiungere le trincee nemiche.
Intanto il 67º, insieme con la brigata Perugia, tenta la conquista di q. 124 (Rocce Rosse), ma anche qui gli eroici sforzi degli attaccanti, più volte rinnovati, non riescono a superare la resistenza nemica.
Complessivamente la brigata ha sofferto nell'aspra lotta la perdita di quasi 1500 uomini, dei quali 79 ufficiali. Inviata a Romans per riordinarsi, dopo breve riposo essa ritorna in linea nelle trincee della zona S. Martino-S. Michele.
(**) Anno 1916
Alla metà di febbraio la « Palermo » si trasferisce nella zona di Tolmino, alla dipendenza della 7ª divisione, entrando in linea nel tratto: Roccione-Sbocco Rio Volzana. Ivi prende parte alla 5ª battaglia dell'Isonzo (11-29 marzo) con azioni dimostrative contro le posizioni di S. Maria, ma il 17 marzo il nemico attacca le posizioni della brigata e riesce a penetrare in alcuni tratti di trincea tenuti dal 67°, dai quali pero viene ricacciato il giorno dopo.
Degli Esposti Raffaele Domenico di Michele
I caduti della Grande Guerra-Degli Esposti Raffaele Domenico
Degli Esposti Raffaele Domenico compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Degli Esposti Raffaele Domenico
di MicheleNato a Monterenzio nel 1867, dimorante a Monterenzio
soldato del 96° Regg. Fanteria
morto per ferite sul campo a Monte Fiore il 28 ottobre 1918.
Colono.
Ammogliato, lascia tre orfani, due maschi e una femmina.
Fabbian Andrea di Francesco
I caduti della Grande Guerra-Fabbian Andrea
Fabbian Andrea compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Fabbian Andrea
di Francesco Nato a Borso (Treviso) nel 1883, dimorante a Monterenzio
soldato del 2° Regg. Art. da campagna
morto per malattia a Torino il 19 febbraio 1919.
Colono.
Celibe.
Fenara Attilio di Enrico
I caduti della Grande Guerra-Fenara Attilio
Fenara Attilio compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Fenara Attilio
di EnricoNato a Monterenzio nel 1899, dimorante a Monterenzio
soldato del 7° Regg. Alpini
morto di esaurimento in prigionia a Somorja (Austria) il 18 febbraio 1918.
Colono.
Celibe.
Sepolto nel cimitero cattolico di Somorja.
Fontana Augusto di Giuseppe
I caduti della Grande Guerra-Fontana Augusto
Fontana Augusto compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Fontana Augusto
di GiuseppeNato a Monterenzio nel 1892, dimorante a Monterenzio
soldato del 47° Regg. Fanteria
morto per ferite in ospedale a Modena il 27 novembre 1915.
Colono.
Ammogliato, lascia un orfano.
(*) Ad oggi, non mi è stato possibile stabilire con esattezza in quale ospedale di Modena sia morto Fontana Augusto, alla giovane età di 23 anni. Le fonti riportano soltanto una generica indicazione del luogo di decesso “in ospedale a Modena”.
Dalle fonti reperite in rete, ho appreso che a Modena e nella sua provincia durante la Prima guerra mondiale erano attivi numerosi ospedali civili, militari e infermerie. I principali furono gli ospedali, Sant'Agostino, Ramazzini (per i malati contaggiosi), Cialdini, Saporiti, Opizzoni e della Concezione. Per fare fronte alla sempre più impellente richiesta di posti letto, vennero adattati all’uso sanitario anche edifici civili, come il Teatro-Casinò Municipale, l'Educatorio S. Paolo (a fine maggio del 1915 diventa sede dell'ospedale militare di riserva), il Seminario Metropolitano (nei suoi locali nel giugno 1915 si inaugura l’Ospedale Territoriale della Croce Rossa), il Foro Boario (diventa Ospedale Contumaciale nel giugno del 1915, alle dipendenze dell'Ospedale Civile. Situato nell'ala est del Foro Boario, resterà in quella sede fino al 27 febbraio 1917 quando verrà trasferito presso il fabbricato delle Scuole Campori, dal 23 marzo 1917 fino al 15 luglio 1919).
A Modena, però, non confluivano dai vari fronti solo uomini con il corpo segnato dalle orrende ferite riportate sui campi di battaglia, ma anche militari che portavano profonde e invisibili ferite nell'anima per ciò che avevano visto e vissuto: uomini traumatizzati che necessitavano di lunghe e complesse cure psichiatriche. Questi pazienti trovarono accoglienza presso la Casa del Soldato e l’Istituto Psichiatrico S. Lazzaro.
Nel corso delle ricerche sulle strutture sanitarie presenti nel modenese nel corso della Grande Guerra, ho trovato anche vaghi riferimenti a Castelvetro di Modena, Nonantola (Modena), Novi di Modena, all'Ospedale Militare di Modena, alla Regia Clinica Medica di Modena e al Treno Attrezzato 158 Bologna-Modena. Dei primi non ho trovato nulla: invece, sul Treno Attrezzato 158 Bologna-Modena qualcosa è emerso: elementi che spiegano come tanti soldati feriti fossero giunti a Modena, così lontana dai luoghi di combattimento.
Augusto vi arrivò, assieme a tanti altri soldati come lui, feriti o ammalati, trasportato su uno dei numerosi treni ospedale che erano stati predisposti per il trasporto dei militari dal fronte alle retrovie. Erano convogli speciali organizzati dalla Sanità Militare, dalla Croce Rossa Italiana e dal Sovrano Ordine di Malta, appositamente allestiti e attrezzati, con personale medico e infermieristico a bordo e salette chirurgiche per interventi urgenti.
Il primo di questi treni che raggiunse Modena con il suo carico di feriti fu l’VIII Treno Ospedale della Croce Rossa, che arrivò nella prima metà di giugno 1915. A questo ne seguirono molti altri.
Alcune note sul 47° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Fontana Augusto.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto riguardante la Brigata Ferrara è limitata alle pagg. 23 e 24, relative all'anno 1915, anno di morte del Fontana.
Il 47° e il 48° Reggimenti di Fanteria concorsero a formare una nuova Brigata: la Brigata Ferrara. In tempo di pace il 47° aveva sede a Lecce, mentre il 48° aveva la sua sede a Catanzaro.
(**) Anno 1915
Subito dopo l'inizio delle ostilità, la brigata, lasciate le sedi di pace il 27 maggio, si trasferisce per ferrovia in zona di radunata, ed il 2 giugno accampa nei pressi di S. Giorgio di Nogaro, alla dipendenza della 22a divisione. Successivamente si trasferisce nella zona di Medea (5 giugno), indi a S. Lorenzo di Mossa, come riserva della 22a divisione.
....
Il 7 novembre la brigata è di nuovo in linea sul Carso schierata fra Cima 4 del S. Michele e la strada Sdraussina-S. Martino.
Iniziatasi la 4ª battaglia dell'Isonzo (10 novembre-5 dicembre), fra il 10 e 24 novembre assalta più volte la Cima 4; il 21, il II/47° riesce ad occupare parte della così detta « Trincea curva », catturando circa 200 prigionieri; respinto nella notte un ritorno offensivo del nemico, il giorno successivo viene conquistata la posizione detta « La Cappella », con la cattura di circa 230 prigionieri; infine, il giorno 23, il II/48° penetra nella trincea nemica detta « Superiore» (fra Cima 4 e I'« Albero Isolato»), e vi conquista un ridotto, catturando altri 500 prigionieri. Alla brigata, esausta per l'aspra lotta e per le fortissime perdite (circa 1400 uomini fuori combattimento, dei quali 76 ufficiali) viene concesso quindi un meritato riposo; fra il 23 e il 26 novembre viene sostituita e inviata a Romans per riordinarsi. Il 13 dicembre torna di nuovo in linea fra Cima 4 e S. Martino, ove i reparti si alternano fino al 29, giorno in cui la brigata viene inviata in riposo a Chiopris.
Gentilini Luigi di Domenico
I caduti della Grande Guerra-Gentilini Luigi
Gentilini Luigi compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Gentilini Luigi
di DomenicoNato a Monterenzio nel 1889, dimorante a Monterenzio
soldato del 141° Regg. Fanteria
disperso sul campo il 24 ottobre 1915.
Bracciante.
Ammogliato, lascia un orfano.
Alcune note sul 141° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Gentilini Luigi.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto storico è limitata alle pagine riguardanti l'anno 1915, fino al mese di ottobre, quando il Gentilini risultò disperso sul campo di battaglia, il 24 ottobre 1915. Pochi giorni prima, il 18, era iniziata la III Battaglia dell'Isonzo; sarebbe terminata diciotto giorni dopo, il 4 novembre. Fu un susseguirsi di assalti e contrassalti all'arma bianca, di conquiste precarie e ritirate. Alcune brigate furono quasi annientate. La Brigata Catanzaro sul Monte San Michele perse quasi 3.000 uomini. Il tributo di sangue pagato dagli italiani fu altissimo: 20.404 caduti, 44.290 feriti, 2.314 dispersi.
Il 141° e il 142° Reggimenti di Fanteria concorsero, il 1° marzo 1915, a formare una nuova Brigata: la Brigata Catanzaro.
(**) Anno 1915
Ultimate il 7 giugno le operazioni di mobilitazione, la brigata parte da varie sedi della Calabria e raggiunge, per ferrovia, Udine ed il 12 si disloca fra Zugliano e Terenzano alla dipendenza della 28ª divisione. Il 23 giugno si sposta a Borgnano, l'11 luglio a Ruda e S. Nicolò di Ruda. Il 21 luglio è a Turriaco (X corpo d'armata) ed il giorno seguente il 142° sostituisce in linea, verso Fogliano, i reggimenti 32° e 48°. Dopo aver compiuto piccole azioni tendenti a rettificare le posizioni occupate, il 25 tutta la brigata, rinforzata da altre unità, riceve ordine di avanzare per cooperare alle operazioni che il VII corpo d'armata svolge verso M. Sei Busi. La resistenza avversaria non consente di raggiungere i risultati voluti e l'azione è ripresa il giorno 26 luglio con notevoli vantaggi da parte del 142°, che fa parte della colonna centrale di attacco assieme al 31°. Dopo successivi tentativi d'avanzata, il 28 la «Catanzaro» riceve ordine dal comando della 19ª divisione di raggiungere le quote 121, 164 e 177 ed ha a sua disposizione il 123° fanteria ed il 4° battaglione bersaglieri. Ad onta della tenace resistenza del nemico, fortemente trincerato, la colonna di sinistra (142° ed un battaglione del 123°), avanzando lentamente, occupa il ciglio sud-ovest del costone di M. Cappuccio, mentre quella di destra (un battaglione del 123°, uno del 48° ed il 4° bersaglieri), cozza contro una trincea blindata e protetta da reticolati ed è obbligata a fermarsi. Il 30, mentre la sinistra consolida la posizione conquistata, la destra ha ordine di attaccare nuovamente la trincea antistante, ma non fa che lievi progressi poiché, superati due ordini di trincea, ne trova un terzo ancora intatto. Intanto il 141°, trasferitosi il 21 luglio da Turriaco a Sagrado, entra in linea il 25 col | battaglione a q. 150 (ovest della strada Sdraussina-Sella di S. Martino) e disloca gli altri due alla filanda di Sdraussina alla dipendenza della 21ª divisione. Il 26 il I/141° occupa alla baionetta un trincerone della Sella di S. Martino ed il 27, rinforzato dal Ill battaglione, avanza verso il margine del Bosco Cappuccio e lo raggiunge, mentre due compagnie del Ill battaglione sostengono la ritirata del 155° fanteria che non può mantenere i progressi della sua avanzata sulla destra. Il II battaglione, già dislocato al casello 46 sulla ferrovia Sdraussina-Savogna a sostegno della brigata Bari operante nei pressi di q. 170, il 29 agisce in rincalzo del 151° ed il 4 agosto occupa una trincea al limite del Bosco Cappuccio, che consolida gradualmente fino al 10. Dopo un'ultima permanenza nelle rispettive posizioni durata fino al 27 agosto, la brigata è inviata a riposo fra Mariano e Fratta quale riserva del XIV corpo d'armata. Il 18 settembre rileva alla Sella di S. Martino del Carso il 148° fanteria (28ª divisione).
Dopo un'alternativa fra turni di linea e di riposo, il 21 ottobre la «Catanzaro» ha ordine di agire contro il tratto Cappella di S. Martino - S. Martino. I primi attacchi, durati due giorni, si infrangono contro una tenacissima resistenza; si intensifica allora l'azione sulla fronte del 141° per avvolgere le difese antistanti al 142° e favorire l'ulteriore avanzata di questo reggimento. Difatti due battaglioni del 141° (I e II), agendo nel territorio del settore di destra (30ª divisione), con fulmineo sbalzo sorprendono il nemico ed occupano la trincea catturando numerosi prigionieri e molto materiale bellico. Procedono poi lungo il Valloncello di S. Martino occupando altra trincea nemica; ma il favorevole esito di questa azione non consente al 142° di progredire, tanto è intensa la resistenza avversaria. L'attacco prosegue il 23 ottobre su due colonne: a sinistra il I/141° e due battaglioni della brigata Caltanissetta, a destra gli altri battaglioni del 141° e due compagnie del 142°. Con lotta accanita la colonna di sinistra raggiunge il trincerone nemico che sbarra la valle di S. Martino e sensibili progressi fa anche l'altra colonna, ma un micidiale fuoco di artiglieria e mitragliatrici obbliga i riparti avanzati a ripiegare.
Sostituita parzialmente dalla «Regina», la brigata opera successivi tentativi di avanzata fino al 30 ottobre, senza riuscire ad avere ragione della resistenza avversaria. Eguale sorte hanno gli altri attacchi compiuti fino al 3 novembre, tranne quello operato il 31 ottobre da una compagnia del 141° che riesce ad occupare e mantenere un tratto di trincea nemica. Nei giorni 4 o 5 novembre la «Catanzaro», sostituita dalla «Pisa», si porta a S. Vito al Torre.
Le sue perdite in questo periodo di aspra lotta, durata dal 18 ottobre al 3 novembre, sono di 97 ufficiali e 3511 militari di truppa.
Il 17 novembre si sposta nella zona fra Ontagnano, Felettis, Sevegliano e Risano ed il 26 in quella Chiopris - Medeuzza a disposizione del comando dell'XI corpo d'armata. Dopo qualche altro spostamento la brigata, il 22 dicembre, è dislocata nella zona fra S. Maria la Longa - Lavariano - Felettis - Cuccana.
Gherardi Aldo di Massimo
I caduti della Grande Guerra-Gherardi Aldo
Gherardi Aldo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Gherardi Aldo
di MassimoNato a Monterenzio nel 1883, dimorante a Monterenzio
soldato del 2° Regg. Alpini
morto per valanga sul Monte Cukla il 16 gennaio 1917.
Possidente.
Celibe.
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A M'ARCORD
Il baule dei ricordi
Vecchie cartoline, foto ingiallite dal tempo, foto di guerra, strumenti di lavoro, oggetti del tempo passato...
Riaffiorano i ricordi
venti
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13 Novembre 2014
"Pro Loco Monterenzio. Assemblea informativa"
Presso la sala consiliare del Municipio di Monterenzio
Via Idice 1
alle ore 20,30
Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"
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8 Novembre 2014
"Pattinaggio Monterenzio Saggio d'Autunno"
Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
Via Idice 220
alle ore 20,00
Le atlete di "Pattinaggio Monterenzio"
presentano
Saggio d'autunno
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8 Novembre 2014
"30 anni di Pubblica Assistenza"
Presso la sede della Pubblica Assistenza di Monterenzio
alle ore 16,00
La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
a festeggiare i
30 Anni di Pubblica Assistenza
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8 e 9 Novembre 2014
"Festa dei marroni e Mercato contadino"
Presso la Palestra Comunale di Monterenzio
La Polisportiva,
con il patrocinio del Comune di Monterenzio
Vi invita a partecipare alla
Festa dei marroni e Mercato contadino
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spiti
Denise Bartoli
Aiutiamo Denise
Edmondo Gaibazzi
Una bellissima cartolina
Franco Gamberini
Una bellissima cartolina
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Vanni Lazzari
Due bellissime foto di Vanni
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Roberto Licciardello
Una bellissima foto di Roberto
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Fausto Malpensa
Alcune belle cartoline
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Matteo Mazzetti
Una bellissima foto di Matteo
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Ermes Pinotti
Bellissime cartoline
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Chi sarà il prossimo?
Forza ragazzi
oto
Marco Atti
Alcune foto di Marco![]()
Valeria Bragaglia
Alcune foto di Valeria![]()
Carmelina Grosso
Alcune foto di Carmelina![]()
Mauro Muscioni
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Enrico Pitocco
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Cinzia Ruscelli
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Fabrizio Santi
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Giovanni Oscar Urso
Alcune foto di Giovanni![]()
Varie
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Monterenzio


















