Caduti di Monterenzio-Prima guerra Mondiale
Caprara Pietro di Adolfo
I caduti della Grande Guerra-Caprara Pietro
Caprara Pietro compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Caprara Pietro
di Adolfo Nato a Monterenzio nel 1883, dimorante a Monterenzio
soldato del 35° Regg. Fanteria
morto per malattia nell'ospedale da campo 070 il 10 marzo 1917.
Colono.
Ammogliato, lascia quattro orfani, tre maschi e due femmine.
Castagnara Credo di Geremia
I caduti della Grande Guerra-Castagnara Credo
Castagnara Credo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Castagnara Credo
di Geremia Nato a Monterenzio nel 1877, dimorante a Monterenzio
soldato del 40° Regg. Fanteria
morto per tubercolosi nell'ospedale di Bologna il 22 gennaio 1918.
Colono.
Celibe.
Cava Augusto di Giacomo (Giovanni)
I caduti della Grande Guerra-Cava Augusto
Cava Augusto compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Cava Augusto
di Giacomo (Giovanni)Nato a Monterenzio nel 1889, dimorante a Monterenzio
soldato del 35° Regg. Fanteria
morto per ferite sul campo il 28 ottobre 1915.
Colono.
Ammogliato, lascia un'orfano.
Alcune note sul 35° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Cava Augusto.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto riguardante la Brigata Pistoia è limito alle pagg. 185 e 186 riguardanti l'anno 1915, anno di morte del Cava.
Il 35° e il 36° Reggimenti di Fanteria concorsero a formare una nuova Brigata: la Brigata Pistoia. In tempo di pace il 35° aveva sede a Bologna, mentre il 36° aveva la sua sede a Modena.
(**) Anno 1915
Da Bologna e Modena, sedi ordinarie di pace dei suoi reggimenti, la brigata Pistoia si trasferisce sin dal 13 maggio alla frontiera e disloca nella zona Percotto-Pavia d'Udine, alle dipendenze della IIª divisione. Iniziatesi le ostilità, la divisione, dopo aver passato il confine il 24 maggio, procede verso la testa di ponte di Gorizia, ove è fermata dal nemico schierato su quelle alture, già organizzate a difesa. Alla Pistoia è affidato l'attacco del Podgora: il 10 giugno il 35° fanteria inizia con slancio l'assalto, ma il nutrito fuoco di fucileria ed il tiro aggiustato delle artiglierie avversarie arrestano le truppe del reggimento ai reticolati intatti, infliggendo loro perdite gravi (26 ufficiali e 600 uomini di truppa). L'abnegazione e lo spirito di sacrificio attestati con tanto tributo di sangue son ricompensati colla concessione della medaglia d'argento al valor militare alla Bandiera del 35°. Riusciti vani i primi assalti, le nostre truppe si afforzano nelle posizioni raggiunte e si dispongono ad un investimento metodico della testa di ponto di Gorizia. Compiuti i preparativi, con gli scarsi mezzi disponibili, si inizia, lungo tutta la linea dell'Isonzo, la serie degli attacchi per superare le difese avversarie. Ha luogo così, fra il 23 giugno e il 7 luglio, la Iª battaglia dell'Isonzo, durante la quale l'assalto al Podgora (q. 240) è tentato dal 36° fanteria con un battaglione del 35° in rincalzo; ma anche questa volta l'insufficienza di mezzi per aprirsi i varchi attraverso le difese accessorie e la robustezza delle posizioni avversarie rendono vano ogni ardimento e gli attaccanti sono costretti a ripiegare nelle trincee di partenza, con sensibili perdite. Nella seconda metà di luglio l'azione offensiva contro la q. 240 del Podgora viene ripresa (2ª battaglia dell'Isonzo: 19 luglio - 10 agosto); l'assalto, eseguito dal reggimento CC. RR., che ha in rincalzo il II/36°, frutta risultati di poco rilievo in confronto delle gravi perdite.
Fra l'agosto e l'ottobre le nostre truppe, mettendo a profitto a l'esperienza acquistata a prezzo di tanto sangue nei primi mesi della campagna, apprestano con rinnovata fede nuovi mezzi per il proseguimento delle operazioni offensive necessarie per impadronirsi della linea dell'Isonzo. Nella seconda metà di ottobre si svolge la 3ª battaglia dell'Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) e la brigata Pistoia, alla dipendenza della 12ª divisione, attacca con 4 battaglioni in prima linea e 2 (I e II del 36°) in riserva divisionale le posizioni del Podgora fra Calvario-Cappelletta-q. 240. Dopo qualche azione dimostrativa, fra il 25 e il 29 ottobre, vengono condotti decisi assalti, che permettono ad arditi reparti del 35° fanteria di irrompere nelle trincee nemiche; queste, però, più volte prese e perdute nel corso di combattimenti accaniti, battute dal tiro violento dell'artiglieria nemica, debbono alfine essere abbandonate. Il 30 ottobre gli Austriaci attaccano alla loro volta le nostre posizioni sul Calvario, ma sono respinti. Nuovi assalti eseguiti dai fanti della Pistoia ai primi di novembre permettono loro di impadronirsi, il giorno 2, di qualche elemento di trincea. Rilevanti sono le perdite della brigata Pistoia durante la 3ª battaglia dell'Isonzo: (2000 uomini e 38 ufficiali fuori combattimento).
Fra il 10 novembre e il 10 dicembre (4ª battaglia dell'Isonzo), con azione metodica e tenace si tenta di nuovo di avanzare, sgretolando gradatamente le difese nemiche; ma a malgrado dello spirito di sacrificio e della incrollabile tenacia che le anima, le truppe, stanche della lotta, che dura quasi ininterrotta dal luglio, ed avversate da condizioni atmosferiche pessime, conseguono solo lievi progressi, dopo aver sacrificato circa 1500 uomini dei, quali 50 ufficiali.
Dopo un breve periodo di riordinamento nella zona di Pradis, la brigata rientra in linea ad Oslavia, il 10 dicembre.
Cavalieri Ettore di Angelo
I caduti della Grande Guerra-Cavalieri Ettore
Cavalieri Ettore compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Cavalieri Ettore
di AngeloNato a Monterenzio nel 1887, dimorante a Monterenzio
soldato del 35° Regg. Fanteria
morto per ferite riportate in combattimento, (setticemia in prigionia?) il 27 agosto 1917.
Colono.
Ammogliato, lascia un'orfano.
Note di aggiornamento 26 agosto 2020:
Cavalieri Ettore, di Angelo e Farne Maria, nacque il 7 fnovembre 1887 a Cassano, nella casa sita al civico n° 34. Sull’atto di nascita è registrato con “i nomi di Ettore, Aristide, Lino?”.
Il 25 giugno 1911 celebrò il matrimonio con Fontana Giuseppina nel comune di Monterenzio.
Ettore fu ferito sul campo e fatto prigioniero dagli austro-ungarici. Morì il 27 agosto 1917 in prigionia, “nell’Ospedale da campo dell’I. R. Campo di Prigionieri di Guerra in Sigmundsherberg, circondario di Horn della bassa Austria ” …“in seguito a “Lesioni per colpo di granata alla coscia destra. Setticemia”.
Fu sepolto nel cimitero militare del campo di prigionia. Il suo nome compare nell’elenco dei soldati italiani sepolti, segnato come Cavallieri Ettore.
La copia dell’atto di morte, inviata dal Ministero della Guerra, giunse al Comune di Monterenzio nel 1919 e fu trascritto nel registro apposito il 19 febbraio di quell’anno.
Aveva 29 anni e 3 mesi.
Di quello che fu il campo di Sigmundsherberg, il maggiore dei campi di prigionia dell’Impero austro-ungarico per il contenimento dei soldati italiani, oggi, rimane ben poco. A testimonianza di tanta sofferenza, oltre ad alcuni magazzini e il raccordo ferroviario, che fu il motore dello sviluppo del campo, rimane il cimitero militare dove riposano 2363 soldati italiani, oltre ad un centinaio di soldati appartenenti ad altri stati.
Cavalli Alfredo di Fortunato
I caduti della Grande Guerra-Cavalli Alfredo
Cavalli Alfredo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
NB: La data nella quale Cavalli Alfredo fu dato per disperso non è certa. Dei tre elenchi caduti che ho consultato due indicano la data del 18 luglio 1915 mentre il terzo indica il 16 luglio 1915. Pertanto, per il momento, prendo per buona il 18 luglio 1915.
Cavalli Alfredo
di FortunatoNato a Monterenzio nel 1895, dimorante a Monterenzio
soldato del 19° Regg. Fanteria
disperso sul Carso (Monte Loppia) in combattimento il 18 luglio 1915.
Colono.
Celibe.
.....
Alcune note sul 19° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Cavalli Alfredo.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione è limita alle pagine riguardanti l'anno 1915, anno di morte di Alfredo. Aveva appana 20 anni.
Il 19° e il 20° Reggimenti di Fanteria formavano la Brigata Brescia.
(**) Anno 1915
Dall'inizio della guerra sino alla fine della 1a battaglia dell'Isonzo (7 luglio) la brigata è schierata colla 22ª divisione nella zona di Lucinico, ove rimane in riserva.
Assegnata, l'8 luglio, alla 21ª divisione, prende parte alla 2a battaglia dell'Isonzo (18 luglio-3 agosto) nella zona di « Bosco Cappuccio » e di « Bosco Triangolare », con il compito di raggiungere la fronte S. Martino-S. Michele. Fin dal primo giorno della battaglia i suoi battaglioni, insieme a reparti misti del 29°, 40º, 152° e 155° fanteria, impegnano una lotta accanita, che lo stesso nemico chiama « violenta e insopportabile », a q. 197 del Bosco Cappuccio ed alla trincea così detta « Muraglione » del Bosco Triangolare, riuscendo a conquistare tutto il Bosco Triangolare e quasi per intero il Bosco Cappuccio; catturando un migliaio di prigionieri.
L'accanimento e lo spirito aggressivo dimostrato in questa occasione, dei due reggimenti che « sanguinosamente ascesero le contrastate pendici del Bosco Cappuccio » furono ricordati nella motivazione della medaglia d'argento al valor militare concessa alla Brigata.
Inviata in zona arretrata per ricostituire i suoi organici decimati, essa ritorna nello stesso settore all'inizio della 4a battaglia (10 novembre-5 dicembre), combattendo sino al 21 novembre con tenacia e valore contro le agguerrite posizioni nemiche di cima 3 e 4 del S. Michele; in questo periodo la brigata perde 2.500 uomini fra i quali 7 ufficiali.
Cavalli Domenico di Raffaele Demetrio
I caduti della Grande Guerra-Cavalli Domenico
Cavalli Domenico compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Cavalli Domenico
di Raffaele Demetrio Nato a Monterenzio nel 1894, dimorante a Monterenzio
soldato del 3° Regg. Fanteria
morto per infortunio per fatto di guerra (caduta da un carro militare) a Messina il 27 febbraio 1919.
Contadino.
Celibe.
Cavicchi Attilio di Giovanni
I caduti della Grande Guerra-Cavicchi Attilio
Cavicchi Attilio compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Cavicchi Attilio
di Giovanni Nato a Casalfiumanese nel 1894, dimorante a Monterenzio
soldato del 112° Regg. Fanteria
morto per malattia (tubercolosi) in casa propria il 29 settembre 1916.
Bracciante.
Celibe.
Cavicchi Giuseppe di Giovanni
I caduti della Grande Guerra-Cavicchi Giuseppe
Cavicchi Giuseppe compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Cavicchi Giuseppe
di GiovanniNato a Monterenzio (o Casalfiumanese?) nel 1891, dimorante a Monterenzio
soldato del 18° Regg. Fanteria
disperso sul Carso in combattimento (sulle alture di Vermigliano) il 21 ottobre 1915.
Colono.
Celibe.
...............
Alcune note sul 18° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Cavicchi Giuseppe.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione è limita alle pagg. 221 e 222 riguardanti l'anno 1915, anno di morte di Cavicchi Giuseppe.
Il 18° e il 17° Reggimento di Fanteria componeva la Brigata Acqui.
(**) Anno 1915
Partita il 21 di maggio dalle sedi di pace, la brigata Acqui trovasi a sera del 28 a Tapogliano alla dipendenza della 14ª divisione (VII corpo d'armata): il 7 giugno passa l'Isonzo sul ponte militare nei pressi di Pieris, trasferendosi a Turriaco. Iniziate le operazioni per la conquista del margine dell'altipiano carsico, il 9 giugno avanza in regione di S. Elia (S. Pietro dell'Isonzo) le occupa, vincendo a prezzo di sensibili perdite (400 uomini fuori combattimento, dei quali 14 ufficiali) la resistenza del nemico. Proseguendo nei giorni successivi la lenta avanzata sulle pendici del Carso, prende parte alla 1a e 2a battaglia dell'Isonzo (23 giugno-luglio; 18 luglio-3 agosto) mirando alla conquista delle posizioni nemiche fra Selz e M. Sei Busi. Il 23 e 24 giugno, supera le difficoltà poste dall'inondazione provocata dal nemico nella pianura del basso Isonzo, si spinge fino a Ronchi ed alle Cave di Selz, ed il 27 occupa Vermegliano; ai primi di luglio, dopo avere invano tentato di oltrepassare sotto un violento fuoco i profondi e robusti reticolati che difendono M. Sei Busi, riesce ad affermarsi alle falde dell'altura. Ripreso l'attacco il I8 luglio, il 18°, apertosi un passaggio nei reticolati, raggiunge prime difese avanzate del nemico ad est di Vermegliano. Fra il 19 e il 22 luglio, mentre il I7° rinnova i tentativi per superare le difese nemiche delle cavedi Selz, i tenaci attacchi del 18° permettono di conquistare il ciglio delle alture di q. 45 (est di Vermegliano) di mantenervisi a malgrado degli energici contrattacchi del nemico. Per il valore e la tenacia dimostrati in queste sanguinose azioni, … decretata alla Bandiera del 18° reggimento la medaglia d'argento al valor militare. Dopo un periodo di riordinamento e di riposo, il 22 agosto la brigata ritorna in prima linea, e prosegue durante i mesi di settembre e ottobre in una metodica avanzata, intercalata da piccoli scontri, rettifica e migliora notevolmente le nostre posizioni, fino a portarle a brevissima distanza da quelle nemiche di q. 118 del M. Sei Busi. In tale metodica attività, superando le difficoltà del terreno e la resistenza avversaria si segnalò in modo speciale il I battaglione del 17° al quale, in riconoscimento del valore e dell'abilità dimostrate, venne conferita la medaglia di bronzo al valor militare. Frattanto si erano compiuti i preparativi ed apprestati i mezzi per procedere alla conquista dell'altopiano Carsico, alle cui falde le nostre truppe si mantenevano faticosamente aggrappate.
Si viene cosi alla 3ª battaglia dell'Isonzo (18 ottobre-4 novembre), cui la brigata partecipa concorrendo all'attacco delle posizioni nemiche nel tratto fra q. 118 di M. Sei Busi e le alture ad est di Vermegliano: il 21 ottobre, mentre il 17° (I battaglione) a prezzo di gravi perdite, ottiene qualche successo a sud di q. 118, catturando anche 43 prigionieri, il II battaglione del 18°, procedendo per la strada di Doberdò contro le trincee nemiche ad est di Vermegliano, raggiunge ed occupa, nonostante l'intenso fuoco ed i solidi reticolati, un elemento della trincea detta «della morte»; però la reazione del nemico non permette al battaglione, logoro dalle forti perdite (250 uomini dei quali 14 uffciali), di mantenere la posizione, che viene abbandonata la sera stessa. Il contegno tenuto il 21 ottobre venne consacrato nella motivazione della medaglia di bronzo al valor militare concessa al valoroso II battaglione del 18°. L'attacco, rinnovato il 22 ottobre, consente solo al 18° fanteria di avanzare ed affermarsi presso i reticolati delle trincee nemiche ad est di Vermegliano.
Per le gravi perdite subite (22 ufficiali ed oltre 630 uomini di truppa fuori combattimento), la brigata si limita nei giorni successivi a piccole azioni per tenere impegnato il nemico. Il 29 un tentativo di tre compagnie del 17° si infrange davanti ai reticolati intatti. Più fortunate, due compagnie del 18° riescono a penetrare in un tratto di trincea, ma il mancato afflusso del rincalzi, arrestati dal violento tiro di interdizione dell' artiglieria austriaca, non permette ai reparti assalitori, fortemente indeboliti dalle perdite, di mantenerne la conquista. Il 5 novembre la brigata si trasferisce nelle retrovie per un periodo di riposo, dopo il quale viene inviata, l’11 dicembre, nella zona di Monfalcone.
Cavina Egisto di Domenico
I caduti della Grande Guerra-Cavina Egisto
Cavina Egisto compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Cavina Egisto
di Raffaele Demetrio Nato a Monterenzio nel 1876, dimorante a Monterenzio
soldato del 321° Batt. Milizia Territoriale
morto per malattia (meningite tubercolare) il 6 marzo 1918.
Colono.
Ammogliato, lascia sette orfani, sei maschi e una femmina.
Cevenini Mario di Tomaso
I caduti della Grande Guerra-Cevenini Mario
Cevenini Mario compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Cevenini Mario
di TomasoNato a Monterenzio (o Casalfiumanese?) nel 1891, dimorante a Monterenzio
soldato del 260° Regg. Fanteria
morto sul campo per ferite riportate in combattimento (a Quota 145) il 26 maggio 1917.
Colono.
Celibe.
Chelli Augusto di Alessandro Ugo
I caduti della Grande Guerra-Chelli Augusto
Chelli Augusto compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
Chelli Augusto
di Alessandro Ugo Nato a Monterenzio nel 1882, dimorante a Monterenzio
soldato del 1° Regg. Fanteria
morto nell’ospedaletto Da Campo N. 230 per malattia il 20 novembre 1915.
Colono.
Ammogliato, lascia due orfane.
(*) Purtroppo non ho trovato notizie riguardanti l'ospedaletto da campo n. 230 dove Chelli Augusto spirò all'età di 33 anni.
Da notizie reperite sul sito Caduti Grande Guerra.net, egli figura nell’elenco dei soldati italiani che riposano all'interno del Sacrario Militare di Oslavia. Lo stesso sito indica le coordinate della sua dislocazione: Tomba/Loculo: 323. Nome Torrione: Langoris. Pagina Registro: 1703.
Alcune note sul 1° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Chelli Augusto.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione è limita alla pag. 49 riguardante l'anno 1915, anno di morte del Tedeschi.
Il 1° e il 2° Reggimenti di Fanteria formavano la Brigata Re.
(**) Anno 1915
All'inizio delle ostilità la brigata trovasi nei pressi di Manzano-Dolegnano (Udine) e fa parte della IIa divisione. Il 24 maggio occupa, senza incontrare resistenza, le alture di M. Quarin; la sera del 29 reparti del I° fanteria entrano in Cormons; il 5 giugno l'intera brigata raggiunge la fronte Valerisce-Gradiscutta, da dove si appresta ad investire il Podgora, uno dei più formidabili pilastri della testa di ponte di Gorizia.
Il giorno 9 giugno la brigata Re inizia contro le forti posizioni del Podgora, una lotta accanita e violenta che, intervallata da brevi pause, dura tutto il 1915. I risultati territoriali sono minimi perchè il nemico ha rafforzato quelle posizioni, già forti per natura; ma lo stesso avversario riconosce nell'aspra contesa il valore dei fanti della brigata Re. La lotta che la brigata Re sostiene senza interruzione e con alterna vicenda dal giugno al dicembre 1915, nelle prime 4 battaglie dell'Isonzo, è in modo speciale aspra e violenta per il Iº fanteria il 5 luglio al Grafemberg e a q. 157, per il 2° al Podgora il 19 dello stesso mese. Nella battaglia autunnale entrambi i reggimenti combattono con alterna vicenda al Fortino del Podgora, al Grafemberg, al Peuma, prodigandosi con abnegazione e valore e rendendo sacre quelle zone con l'abbondante contributo di sangue (1626 morti di cui 58 ufficiali, dal 18 ottobre al 5 dicembre).
Sulle alture di Oslavia il III battaglione del 2° fanteria, il 20 novembre, operando con la brigata Pavia, respinge con bravura un poderoso attacco nemico.
Chelli Fulgenzio di Alessandro Ugo
I caduti della Grande Guerra-Chelli Fulgenzio
Chelli Fulgenzio compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Chelli Fulgenzio
di Alessandro UgoNato a Monterenzio nel 1887, dimorante a Monterenzio
soldato del 67° Regg. Fanteria
morto sul campo per ferite riportate in combattimento (Monte Nero) il 23 giugno 1916.
Bracciante.
Ammogliato, lascia due orfani.
Sepolto nel cimitero di Kamno.
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A M'ARCORD
Il baule dei ricordi
Vecchie cartoline, foto ingiallite dal tempo, foto di guerra, strumenti di lavoro, oggetti del tempo passato...
Riaffiorano i ricordi
venti
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13 Novembre 2014
"Pro Loco Monterenzio. Assemblea informativa"
Presso la sala consiliare del Municipio di Monterenzio
Via Idice 1
alle ore 20,30
Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"
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8 Novembre 2014
"Pattinaggio Monterenzio Saggio d'Autunno"
Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
Via Idice 220
alle ore 20,00
Le atlete di "Pattinaggio Monterenzio"
presentano
Saggio d'autunno
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8 Novembre 2014
"30 anni di Pubblica Assistenza"
Presso la sede della Pubblica Assistenza di Monterenzio
alle ore 16,00
La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
a festeggiare i
30 Anni di Pubblica Assistenza
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8 e 9 Novembre 2014
"Festa dei marroni e Mercato contadino"
Presso la Palestra Comunale di Monterenzio
La Polisportiva,
con il patrocinio del Comune di Monterenzio
Vi invita a partecipare alla
Festa dei marroni e Mercato contadino
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spiti
Denise Bartoli
Aiutiamo Denise
Edmondo Gaibazzi
Una bellissima cartolina
Franco Gamberini
Una bellissima cartolina
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Vanni Lazzari
Due bellissime foto di Vanni
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Roberto Licciardello
Una bellissima foto di Roberto
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Fausto Malpensa
Alcune belle cartoline
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Matteo Mazzetti
Una bellissima foto di Matteo
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Ermes Pinotti
Bellissime cartoline
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Chi sarà il prossimo?
Forza ragazzi
oto
Marco Atti
Alcune foto di Marco![]()
Valeria Bragaglia
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Carmelina Grosso
Alcune foto di Carmelina![]()
Mauro Muscioni
Alcune foto di Mauro![]()
Enrico Pitocco
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Cinzia Ruscelli
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Fabrizio Santi
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Giovanni Oscar Urso
Alcune foto di Giovanni![]()
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Monterenzio


















