Lei

Questo breve scritto fa parte di una produzione che all'autrice piace chiamare “monete”

Lei lo amò, come da contratto. Il suo modo di fare schietto, deciso, pulito e il suo sguardo diretto, l'aveva intrigata. Pareva un cliente diverso dagli altri. Tra tante situazioni al confine della paura, lui le era parso rassicurante, non pericoloso,  e l'aveva accettato anche se non lo conosceva affatto. Lo guardò  mentre si alzava dal letto per andare a lavarsi e indugiò pensosa su quel corpo giovane e armonioso. Non sapeva quanti anni avesse né precisamente da dove provenisse.

Le aveva telefonato tre settimane prima: “Ho trovato il suo numero di telefono su un bigliettino dentro al comodino dell'albergo in cui mi trovo. Vorrei sapere con certezza che tipo di “servizio” si  tratta. Non cerco una compagnia per una cena al ristorante, né ho bisogno di qualcuno che faccia conversazione . Ho solo bisogno di rilassarmi senza troppi pensieri.” Aveva un accento strano, a metà tra lo spagnolo e il francese, ma parlava correttamente, senza errori. Era molto esplicito il messaggio che le aveva rivolto, e a tanta sincerità, peraltro gradita, lei aveva risposto senza esitare. Lo aveva rassicurato e fissato un appuntamento nel suo appartamento, dove riceveva solitamente. Da allora, lui l'aveva cercata almeno un paio di volte a settimana. Sempre cortese, educato, elegante. Ma comunque distaccatamente un cliente. Lo trovava un po' bizzarro : lui faceva l'amore, non solo sesso. Intuiva la finzione e non la tollerava. Così sapeva essere generoso e cercare con dolcezza il piacere vero di lei, ascoltandone il respiro, i fremiti, il ritmo. Esplorava le reazioni e questa ricerca creava un languore complice in entrambi. Era come entrare in un turbinio di vento, che scompone per un attimo, la percezione di dove e cosa sei. Lei si era quasi sentita imbarazzata: non le capitava spesso di sentirsi coinvolta, appagata. E soprattutto rispettata nel suo piacere. In fin dei conti per lei era un lavoro. Un lavoro come un altro. E il lavoro non da quasi mai piacere. Così le si stringeva il cuore quando lui appoggiava i soldi sul comodino prima di andarsene, in silenzio. Quella sera lui le aveva detto: “Domani parto”. Lei lo guardò rivestirsi. Sdraiata sul letto, tormentando il lenzuolo, gli rivolse un inutile : “ Allora te ne vai.” Lui le sorrise brevemente e annuì. “ E' stato piacevole conoscerti”. Si infilò la giacca; dalla tasca fece uscire alcune banconote e si chinò per appoggiarle, come al solito, sul comodino.”No” disse lei. “Stasera no. È  il mio regalo di addio”. Le rispose uno sguardo interrogativo, sorpreso. Incerto, se ne stava con i soldi in mano e la fissava perplesso. Certo si stava chiedendo cosa dovesse fare. “Non capisco, ne sei sicura? “ “Si, ti dico che è così!” disse troppo frettolosamente perchè non voleva giustificarsi e assumendo un' aria sostenuta tentò la carta dell'ironia :“ Me lo posso permettere, via! In fondo è come un piccolo sconto a fine contratto!” E finse di ridere. “Se proprio vuoi così...... ” Lui rimise in tasca i soldi e le si avvicinò. Allungò la mano per accarezzarle lievemente il viso. “ Allora ciao. Stai bene.” Si voltò un po' più lentamente del solito e se ne andò chiudendo silenziosamente la porta. Lei rimase immobile a letto, immaginandolo scendere le scale, aprire il portone e andare alla macchina. Nella sua testa sentì persino il rumore dell'auto che si allontanava. Con un sospiro, si alzò e andò alla finestra. Una volta era stata giovane anche lei: non pensava tanto alla sua età ma alla giovinezza delle sue speranze, dei suoi sogni. Come ogni giovane donna, aveva sognato anche lei l'amore puro, totale, appagante e una famiglia sua, che la realizzasse. Perchè no, anche una professione qualificata, adatta alla sua vivace intelligenza. Avrebbe voluto laurearsi ma il padre si era spento  per malattia poco tempo dopo che lei aveva iniziato il corso di lettere in storia antica. Era evidente che necessitavano dei soldi in famiglia e che doveva fare una scelta che sperava fosse temporanea. Aveva interrotto gli studi e  trovato lavoro come come impiegata in uno studio notarile, soddisfatta di poter contribuire alla risoluzione dei problemi economici e di poter sostentare sua madre,  che purtroppo si era ammalata di depressione dopo la scomparsa del marito.  Era avvilente vederla in quello stato,  sempre più  preda dei suoi deliri, dei suoi fantasmi. Lei aveva stretto i denti. Il titolare dell'ufficio le faceva i complimenti, le offriva il caffè, la corteggiava. Non era il suo tipo: troppo vecchio, troppo appiccicoso, troppo invadente. Una sera le aveva chiesto di fermarsi oltre l'orario per ultimare una trascrizione, ma si rivelò una scusa per molestarla, per pretendere da lei quel qualcosa in più che spesso gli uomini reclamano senza alcun titolo, in modo rude, violento e gratuito. Da quel momento aveva deciso che agli uomini avrebbe chiesto un prezzo, una squallida contropartita per quel suo giovane corpo, ma negando assolutamente ad ognuno la sua anima. Mentì a se stessa : “Lo farò per sopravvivere” si disse, sapendo in realtà che era soprattutto per vendetta. Ma gli uomini che aveva incontrato non erano così sottili da percepire il suo disprezzo. Arrivavano, la usavano, la pagavano  e se ne andavano via, sbattendo, pieni di sé, la porta. E pian piano comprese che in realtà lei stava punendo se stessa per non essere stata in grado di difendersi e di evitare quel baratro. Ogni volta era come vivere la sua disillusione, il suo dolore. Si sentiva sporca dentro ma incapace di cambiare la sua vita. Anche dopo che sua madre si era spenta, in una notte d'estate, dopo un'indigestione di barbiturici. Gli angeli della sua vita l'avevano lasciata, ma i demoni, quelli,  erano rimasti. E la sua vita, sebbene potesse pensarsi finalmente libera da obblighi, non cambiò. Proseguì come sempre, su binari troppo sicuri per essere divelti, su solchi troppo profondi per essere riempiti. Ma quel ragazzo  le aveva dato sprazzi di tenerezza e complicità. Non l'aveva usata come tanti altri, sebbene non le avesse dato la dignità di un rapporto normale tra uomo e donna. Semplicemente aveva preso quello che Lei gli aveva offerto, ma aveva anche dato. Nei momenti più intimi l'aveva accompagnata al piacere e se ne era preoccupato.  Non aveva solo usato il suo corpo come una bambola gonfiabile, come cuscini di seta su cui strusciarsi o come un accessorio erotico per soddisfarsi. Aveva cercato la sua complicità, il” fare insieme “ e ciò aveva amplificato le sensazioni, ricche di una struggente percezione dell'altro. Non si sarebbe mai aspettata di potersi sentire coinvolta e per un attimo pensò a se stessa come una donna, con la sua forza e fragilità, con un vissuto troppo importante e lacerante  da non poterci piangere sopra. Si lasciò percorrere da gonfie lacrime che le impastarono gli ultimi residui di trucco e quella volta non se ne vergognò. Si scosse solo quando il telefono iniziò a squillare una, due, molte volte. Si decise a rispondere: un' anonima voce maschile,  dall'altra parte, le chiese un appuntamento. Il suo cuore si mise a battere più forte, e raccolse tutte le sue energie per poter finalmente gridare: “Non più. Mai più....”. Per un istante ci fu il silenzio. Ma il silenzio non riuscì ad raccogliere la sua ribellione interiore e non si udì nessun grido. Lentamente la sua voce pronunciò un orario, un indirizzo e un nome.

 

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A M'ARCORD

Il baule dei ricordi

Vecchie cartoline, foto ingiallite dal tempo, foto di guerra, strumenti di lavoro, oggetti del tempo passato...
Riaffiorano i ricordi

 

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 spunta_foto 13 Novembre 2014

"Pro Loco Monterenzio. Assemblea informativa"

Presso la sala consiliare del Municipio di Monterenzio
Via Idice 1
alle ore 20,30

Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"

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 spunta_foto 8 Novembre 2014

"Pattinaggio Monterenzio Saggio d'Autunno"

Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
Via Idice 220
alle ore 20,00

Le atlete di "Pattinaggio Monterenzio" 
presentano 

Saggio d'autunno

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 spunta_foto 8 Novembre 2014

"30 anni di Pubblica Assistenza"

Presso la sede della Pubblica Assistenza di Monterenzio
alle ore 16,00

La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
a festeggiare i 

30 Anni di Pubblica Assistenza

Vedi il volantino dell'evento

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 spunta_foto 8 e 9 Novembre 2014

"Festa dei marroni e Mercato contadino"

Presso la Palestra Comunale di Monterenzio

La Polisportiva,
con il patrocinio del Comune di Monterenzio

Vi invita a partecipare alla 

Festa dei marroni e Mercato contadino

Vedi il volantino dell'evento

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Aiutiamo Denise

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Una bellissima cartolina

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Una bellissima cartolina

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Due bellissime foto di Vanni

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spunta_fotoRoberto Licciardello
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Bellissime cartoline

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Forza ragazzi

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