Gentilini Luigi di Domenico

 
I caduti della Grande Guerra-Gentilini Luigi

 

Gentilini Luigi compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.

 
 

Gentilini Luigi

di Domenico
Nato a Monterenzio nel 1889, dimorante a Monterenzio

soldato del 141° Regg. Fanteria 
disperso sul campo il 24 ottobre 1915.
Bracciante.
Ammogliato, lascia un orfano.

 
 

Alcune note sul 141° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Gentilini Luigi.

NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, 
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
 Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 
8 volumi.

(**): La trascrizione del riassunto storico è limitata alle pagine riguardanti l'anno 1915, fino al mese di ottobre, quando il Gentilini risultò disperso sul campo di battaglia, il 24 ottobre 1915. Pochi giorni prima, il 18, era iniziata la III Battaglia dell'Isonzo; sarebbe terminata diciotto giorni dopo, il 4 novembre. Fu un susseguirsi di assalti e contrassalti all'arma bianca, di conquiste precarie e ritirate. Alcune brigate furono quasi annientate. La Brigata Catanzaro sul Monte San Michele perse quasi 3.000 uomini. Il tributo di sangue pagato dagli italiani fu altissimo: 20.404 caduti, 44.290 feriti, 2.314 dispersi.

Il 141° e il 142° Reggimenti di Fanteria concorsero, il 1° marzo 1915, a formare una nuova Brigata: la Brigata Catanzaro.

(**) Anno 1915

Ultimate il 7 giugno le operazioni di mobilitazione, la brigata parte da varie sedi della Calabria e raggiunge, per ferrovia, Udine ed il 12 si disloca fra Zugliano e Terenzano alla dipendenza della 28ª divisione. Il 23 giugno si sposta a Borgnano, l'11 luglio a Ruda e S. Nicolò di Ruda. Il 21 luglio è a Turriaco (X corpo d'armata) ed il giorno seguente il 142° sostituisce in linea, verso Fogliano, i reggimenti 32° e 48°. Dopo aver compiuto piccole azioni tendenti a rettificare le posizioni occupate, il 25 tutta la brigata, rinforzata da altre unità, riceve ordine di avanzare per cooperare alle operazioni che il VII corpo d'armata svolge verso M. Sei Busi. La resistenza avversaria non consente di raggiungere i risultati voluti e l'azione è ripresa il giorno 26 luglio con notevoli vantaggi da parte del 142°, che fa parte della colonna centrale di attacco assieme al 31°. Dopo successivi tentativi d'avanzata, il 28 la «Catanzaro» riceve ordine dal comando della 19ª divisione di raggiungere le quote 121, 164 e 177 ed ha a sua disposizione il 123° fanteria ed il 4° battaglione bersaglieri. Ad onta della tenace resistenza del nemico, fortemente trincerato, la colonna di sinistra (142° ed un battaglione del 123°), avanzando lentamente, occupa il ciglio sud-ovest del costone di M. Cappuccio, mentre quella di destra (un battaglione del 123°, uno del 48° ed il 4° bersaglieri), cozza contro una trincea blindata e protetta da reticolati ed è obbligata a fermarsi. Il 30, mentre la sinistra consolida la posizione conquistata, la destra ha ordine di attaccare nuovamente la trincea antistante, ma non fa che lievi progressi poiché, superati due ordini di trincea, ne trova un terzo ancora intatto. Intanto il 141°, trasferitosi il 21 luglio da Turriaco a Sagrado, entra in linea il 25 col | battaglione a q. 150 (ovest della strada Sdraussina-Sella di S. Martino) e disloca gli altri due alla filanda di Sdraussina alla dipendenza della 21ª divisione. Il 26 il I/141° occupa alla baionetta un trincerone della Sella di S. Martino ed il 27, rinforzato dal Ill battaglione, avanza verso il margine del Bosco Cappuccio e lo raggiunge, mentre due compagnie del Ill battaglione sostengono la ritirata del 155° fanteria che non può mantenere i progressi della sua avanzata sulla destra. Il II battaglione, già dislocato al casello 46 sulla ferrovia Sdraussina-Savogna a sostegno della brigata Bari operante nei pressi di q. 170, il 29 agisce in rincalzo del 151° ed il 4 agosto occupa una trincea al limite del Bosco Cappuccio, che consolida gradualmente fino al 10. Dopo un'ultima permanenza nelle rispettive posizioni durata fino al 27 agosto, la brigata è inviata a riposo fra Mariano e Fratta quale riserva del XIV corpo d'armata. Il 18 settembre rileva alla Sella di S. Martino del Carso il 148° fanteria (28ª divisione).

Dopo un'alternativa fra turni di linea e di riposo, il 21 ottobre la «Catanzaro» ha ordine di agire contro il tratto Cappella di S. Martino - S. Martino. I primi attacchi, durati due giorni, si infrangono contro una tenacissima resistenza; si intensifica allora l'azione sulla fronte del 141° per avvolgere le difese antistanti al 142° e favorire l'ulteriore avanzata di questo reggimento. Difatti due battaglioni del 141° (I e II), agendo nel territorio del settore di destra (30ª divisione), con fulmineo sbalzo sorprendono il nemico ed occupano la trincea catturando numerosi prigionieri e molto materiale bellico. Procedono poi lungo il Valloncello di S. Martino occupando altra trincea nemica; ma il favorevole esito di questa azione non consente al 142° di progredire, tanto è intensa la resistenza avversaria. L'attacco prosegue il 23 ottobre su due colonne: a sinistra il I/141° e due battaglioni della brigata Caltanissetta, a destra gli altri battaglioni del 141° e due compagnie del 142°. Con lotta accanita la colonna di sinistra raggiunge il trincerone nemico che sbarra la valle di S. Martino e sensibili progressi fa anche l'altra colonna, ma un micidiale fuoco di artiglieria e mitragliatrici obbliga i riparti avanzati a ripiegare.

Sostituita parzialmente dalla «Regina», la brigata opera successivi tentativi di avanzata fino al 30 ottobre, senza riuscire ad avere ragione della resistenza avversaria. Eguale sorte hanno gli altri attacchi compiuti fino al 3 novembre, tranne quello operato il 31 ottobre da una compagnia del 141° che riesce ad occupare e mantenere un tratto di trincea nemica. Nei giorni 4 o 5 novembre la «Catanzaro», sostituita dalla «Pisa», si porta a S. Vito al Torre.

Le sue perdite in questo periodo di aspra lotta, durata dal 18 ottobre al 3 novembre, sono di 97 ufficiali e 3511 militari di truppa.

Il 17 novembre si sposta nella zona fra Ontagnano, Felettis, Sevegliano e Risano ed il 26 in quella Chiopris - Medeuzza a disposizione del comando dell'XI corpo d'armata. Dopo qualche altro spostamento la brigata, il 22 dicembre, è dislocata nella zona fra S. Maria la Longa - Lavariano - Felettis - Cuccana.

 


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