Sabato 17 Luglio 2010 00:00
Nell’aprile del 2010, Google ha annunciato di abbandonare la Cina, non volendo più adeguarsi alle restrizioni del governo cinese, che imponeva controlli pressanti e censure inflessibili sui contenuti dei documenti pubblicati dalla grande G.
Il Governo del Paese del Dragone ha accusato l’azienda Californiana di aver violato la promessa di effettuare un costante e continuo monitoraggio dei documenti e dei dialoghi presenti sul motore di ricerca.
Tale attività viene svolta da un sistema che filtra i contenuti internet.Ma non si ferma qui, le forze di polizia vigilano
sulle email che viaggiano in rete, sui colloqui vietati su forum e chat. Inoltre per fare ciò sono stati creati dei cloni di Facebook, Twitter e Youtube che rispettano i vincoli disposti dall’Autorità cinese.
A seguito delle intrusioni informatiche, che avevano origine nel territorio cinese, l'azienda di Mountain View ha deciso di cambiare i rapporti con la Cina, smettendo di censurare i risultati delle ricerche effettuate in Cina.
Purtroppo, non è stato possibile trovare un accordo con le Autorità di governo di Pechino e Google ha deciso di separarsi dal paese.
Però, è notizia di quale giorno fa che la grande G potrà continuare per un altro anno ad operare come sito di natura commerciale in terra asiatica, rinnovando la licenza Internet Content Provider (ICP) e continuando a fornire agli utenti cinesi search e prodotti destinati al mercato locale.
A presto
Vincenzo