I caduti della Grande Guerra-Spisni Domenico
Spisni Domenico compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
(*) Dai documenti in mio possesso, Domenico risulta essere appartenuto a due differenti Brigate. Secondo i siti Caduti Grande Guerra e Albo d’Oro egli appartenne all’ 82° Reggimento di Fanteria, Brigata Torino. Per il Museo del Risorgimento e il sito Storia e Memoria di Bologna era appartenente al 144° Reggimento Fanteria, Brigata Taranto.
Il luogo di sepoltura risulta ignoto.
Alcune note sui Reggimento di Fanteria 82° (Brigata Torino) e 144° (Brigata Taranto), unità militari nelle quali risulta essere stato inquadrato Spisni Domenico.
NB: I testi sotto riportati sono stati estrapolati dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto dedicato alla Brigata Forlì è limitata alle pagg. 277 e 278, che comprendeno gli anni 1915 e 1916; per quest'ultimo è stata riportata solo la parte del mese di gennaio, mese nel quale è morto Broccoli Alfonso.
I due Reggimenti 81° e 82° di Fanteria componevano la Brigata Torino.
(**) Anno 1915
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Il 13 giugno la brigata viene inviata alla testa di ponte di Plava, col compito di attaccare la q. 383 e procedere sul costone Kuk - Vodice; il 25 infatti, reparti della Forlì attaccano la quota, ma debbono arrestarsi dinanzi alle posizioni nemiche, dominanti tutta la zona di attacco e protette da robusti reticolati. Il tentativo viene rinnovato il mattino seguente con l’aiuto di reparti della Ravenna e del 125° M. M., ed alle ore 6 del 17 giugno, il II/43° ed alcuni reparti del 125°, superate tutte le difese accessorie, irrompono, dopo ripetuti assalti alla baionetta, nelle trincee estreme delle pendici ovest di q. 383, le conquistano e riescono a mantenersi sotto la sommità dell’altura, nonostante i contrattacchi energici del nemico e le sensibili perdite subite (365 uomini fuori combattimento, dei quali 14 ufficiali).