I caduti della Grande Guerra-Nobili Giacomo
Nobili Giacomo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
Note di aggiornamento 20 ottobre 2025:
Nobili Giacomo, di Vito e Ghini Angela, nacque il 25 luglio 1886 a Firenzuola.
Giacomo risultò disperso il 1° novembre 1915* durante le operazioni sul monte Podgora.
Morì combattendo probabilmente nel corso dei ripetuti e furibondi attacchi alla baionetta compiuti dal 35° reggimento fanteria sulle pendici del monte, nel tentativo di conquistare la linea Calvario-Cappelletta-quota 240.
La sua salma, era morto per le ferite subite, fu rinvenuto solo il 23 febbraio 1916. Come avveniva spesso in quei mesi di guerra, fu sepolto direttamente sul campo, come risulta dal verbale mod. 147 del 12° Regg. Fanteria.
La copia dell’atto di morte, inviato dal comandante del 12° reggimento di fanteria, giunse al Comune di Monterenzio e fu trascritto con atto n. 16 in data 9 dicembre 1917.
Giovanni aveva 29 anni.
Al momento ignoro se il suo corpo è stato, in seguito, dissepolto e tumulato altrove.
*Le data ricade all’interno dell’arco temporale in cui ebbe luogo la III° Battaglia dell’Isonzo, cioè dal 18 ottobre al 4 novembre 1915.
Alcune note sul 35° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Nobili Giacomo.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto riguardante la Brigata Pistoia è limitato alle pagg. 185 e 186 riguardanti l'anno 1915, anno di morte del Nobili.
Il 35° e il 36° Reggimenti di Fanteria formavano la Brigata Pistoia. In tempo di pace il 35° aveva sede a Bologna, mentre il 36° aveva la sua sede a Modena.
(**) Anno 1915
Da Bologna e Modena, sedi ordinarie di pace dei suoi reggimenti, la brigata Pistoia si trasferisce sin dal 13 maggio alla frontiera e disloca nella zona Percotto-Pavia d'Udine, alle dipendenze della IIª divisione. Iniziatesi le ostilità, la divisione, dopo aver passato il confine il 24 maggio, procede verso la testa di ponte di Gorizia, ove è fermata dal nemico schierato su quelle alture, già organizzate a difesa. Alla Pistoia è affidato l'attacco del Podgora: il 10 giugno il 35° fanteria inizia con slancio l'assalto, ma il nutrito fuoco di fucileria ed il tiro aggiustato delle artiglierie avversarie arrestano le truppe del reggimento ai reticolati intatti, infliggendo loro perdite gravi (26 ufficiali e 600 uomini di truppa). L'abnegazione e lo spirito di sacrificio attestati con tanto tributo di sangue son ricompensati colla concessione della medaglia d'argento al valor militare alla Bandiera del 35°. Riusciti vani i primi assalti, le nostre truppe si afforzano nelle posizioni raggiunte e si dispongono ad un investimento metodico della testa di ponto di Gorizia. Compiuti i preparativi, con gli scarsi mezzi disponibili, si inizia, lungo tutta la linea dell'Isonzo, la serie degli attacchi per superare le difese avversarie. Ha luogo così, fra il 23 giugno e il 7 luglio, la Iª battaglia dell'Isonzo, durante la quale l'assalto al Podgora (q. 240) è tentato dal 36° fanteria con un battaglione del 35° in rincalzo; ma anche questa volta l'insufficienza di mezzi per aprirsi i varchi attraverso le difese accessorie e la robustezza delle posizioni avversarie rendono vano ogni ardimento e gli attaccanti sono costretti a ripiegare nelle trincee di partenza, con sensibili perdite. Nella seconda metà di luglio l'azione offensiva contro la q. 240 del Podgora viene ripresa (2ª battaglia dell'Isonzo: 19 luglio - 10 agosto); l'assalto, eseguito dal reggimento CC. RR., che ha in rincalzo il II/36°, frutta risultati di poco rilievo in confronto delle gravi perdite.
Fra l'agosto e l'ottobre le nostre truppe, mettendo a profitto a l'esperienza acquistata a prezzo di tanto sangue nei primi mesi della campagna, apprestano con rinnovata fede nuovi mezzi per il proseguimento delle operazioni offensive necessarie per impadronirsi della linea dell'Isonzo. Nella seconda metà di ottobre si svolge la 3ª battaglia dell'Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) e la brigata Pistoia, alla dipendenza della 12ª divisione, attacca con 4 battaglioni in prima linea e 2 (I e II del 36°) in riserva divisionale le posizioni del Podgora fra Calvario-Cappelletta-q. 240. Dopo qualche azione dimostrativa, fra il 25 e il 29 ottobre, vengono condotti decisi assalti, che permettono ad arditi reparti del 35° fanteria di irrompere nelle trincee nemiche; queste, però, più volte prese e perdute nel corso di combattimenti accaniti, battute dal tiro violento dell'artiglieria nemica, debbono alfine essere abbandonate. Il 30 ottobre gli Austriaci attaccano alla loro volta le nostre posizioni sul Calvario, ma sono respinti. Nuovi assalti eseguiti dai fanti della Pistoia ai primi di novembre permettono loro di impadronirsi, il giorno 2, di qualche elemento di trincea. Rilevanti sono le perdite della brigata Pistoia durante la 3ª battaglia dell'Isonzo: (2000 uomini e 38 ufficiali fuori combattimento).
Fra il 10 novembre e il 10 dicembre (4ª battaglia dell'Isonzo), con azione metodica e tenace si tenta di nuovo di avanzare, sgretolando gradatamente le difese nemiche; ma a malgrado dello spirito di sacrificio e della incrollabile tenacia che le anima, le truppe, stanche della lotta, che dura quasi ininterrotta dal luglio, ed avversate da condizioni atmosferiche pessime, conseguono solo lievi progressi, dopo aver sacrificato circa 1500 uomini dei, quali 50 ufficiali.
Dopo un breve periodo di riordinamento nella zona di Pradis, la brigata rientra in linea ad Oslavia, il 10 dicembre.