Monti Giuseppe di Angelo

 
I caduti della Grande Guerra-Monti Giuseppe

Monti Giuseppe compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.

 
 

Monti Giuseppe

di Angelo
Nato a Monterenzio nel 1895, dimorante a Monterenzio

soldato del 9° Regg. Art. da fortezza
morto per setticemia in seguito a ferite nell'ospedale da campo 085 il 24 aprile 1916.
Bracciante.
Celibe.

 
 

(*) Monti era inquadrato come soldato nel 9° regg. di artiglieria da Fortezza.

Dai documenti oggi disponibili non è possibile stabilire in quale combattimento Giuseppe sia rimasto ferito prima del ricovero nell’ospedale 085. Si sa soltanto che, una volta ricoverato, morì per una setticemia causata dalle ferite riportate in battaglia.

La struttura sanitaria era arrivata lì da Agnedo, dove aveva operato poco prima. Aveva cento posti letto ed era gestita dalla 2ª Compagnia di Sanità di Alessandria.

Il reparto al quale egli apparteneva combatteva nella Valsugana orientale, un’area considerata strategica per l’avanzata delle truppe del Regio Esercito verso Trento.

È proprio in questa terra, così lontana da Monterenzio, in un paese di nome Strigno posto ai piedi dei colli Penile e Trenti, che Giuseppe cessò di vivere.

Strigno e i paesi vicini furono contesi tra italiani e austroungarici fin dalle fasi iniziali del conflitto, passando più volte di mano. Strigno rimase sotto controllo italiano dal 15 Agosto 1915 al 20 Maggio 1916, quando prese avvio l’offensiva austro-ungarica di primavera, la “Strafexpedition”.

Durante la guerra, Strigno assunse un ruolo centrale per l’intera zona e per l’accesso all’altopiano del Tesino. La presenza della stazione ferroviaria lo rese un nodo fondamentale sia per la logistica sia per l’assistenza sanitaria: qui arrivavano i feriti dal vicino fronte, nel tentativo, spesso disperato, di salvarli.

Proprio per la sua importanza strategica, il paese divenne bersaglio dell’artiglieria austriaca e fu colpito più volte, fino a essere quasi completamente distrutto. Fu colpito il 1° gennaio 1916 e poi, di nuovo, tra il 2 e il 6 giugno. Granate incendiarie e proiettili di ogni calibro lo ridussero a un cumulo di macerie.

Solo dopo la fine della Prima guerra mondiale il paese iniziò a rinascere: furono ricostruiti circa 250 edifici, tra abitazioni e altre strutture.

 


 

Alcune note sul 9° Reggimento Artiglieria da fortezza, unità nella quale militava Monti Giuseppe.

NB: L’Artiglieria da fortezza era una specialità dell’arma d’artiglieria. Il suo compito era quello di presidiare i forti posti a difesa delle frontiere.

Se per le brigate e i reggimenti di fanteria sono disponibili i diari storici, per i reggimenti dell’artiglieria da fortezza questi resoconti non esistono.

Sul reggimento di Monti le notizie sono scarse e frammentarie. Quelle che riporto, trascrivendole come le ho trovate, sono state reperite on line.

Le fonti disponibili ci dicono che compagnie del 9° reggimento Artiglieria da fortezza erano di servizio ai forti dislocati in Valsugana; più precisamente a: