I caduti della Grande Guerra-Minarini Adamo
Minarini Adamo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
(*) Purtroppo non ho trovato notizie riguardanti il Battaglione di Milizia Territoriale nel quale era stato inquadrato Minarini Adamo ne sull'ospedale da campo n. 021, dove spirò all'età di 27 anni.
Da notizie reperite sul sito Caduti Grande Guerra.net, egli figura nell’elenco dei soldati italiani morti o esumati a Caporetto. Lo stesso sito indica le coordinate della sua dislocazione all'interno del Sacrario Militare di Caporetto, oggi Kobarid, in Slovenia: Tomba/Loculo: 2650. Fila/Gradone: 23. Riquadro/Campo: Inferiore. Pagina Registro: 267.
(**) Anno 1915
Alcuni brevi cenni sulla struttura dell'Esercito italiano, sui Battaglioni della Milizia Territoriale e sul ruolo che essa svolse all'interno dell'apparato difensivo italiano.
Alla Grande Guerra presero parte i nati tra il 1874 (41 anni) e il 1899 (giovani di 18 anni appena, i ragazzi del'99, ultima classe di leva chiamata alle armi per la Prima Guerra Mondiale)
All'entrata in guerra, l'Esercito italiano era strutturato su tre grandi linee difensive poste in successione: prima, seconda e terza linea.
Sulla prima linea erano schierati i reparti dell'Esercito permanente effettivo. A tali reparti erano demandati i compiti operativi. Essi accoglievano nei propri ranghi i giovani sottoposti al servizio di leva obbligatoria (tra i 20 e i 22 anni) e i riservisti congedati (tra i 23 e i 28 anni).
Sulla seconda linea operavano i reparti della Milizia Mobile. Essi erano costituiti da militari (Tra i 29 e i 32 anni) richiamati dal congedo, entro un massimo di tre anni, ed avevano il ruolo di supporto e rincalzo della prima linea.
La terza linea era costituita dalla Milizia Territoriale, nella quale confluivano le classi più anziane (Tra i 33 e 39 anni). Proprio perché i suoi ranghi erano composti da soldati appartenenti alle classi più anziane, ritenute meno idonee all’impiego negli scontri armati, ad essa vennero assegnati compiti di retrovia quali il compito di operare nelle località momentaneamente prive di reparti regolari dell’Esercito, presidiare le fortezze, controllare il territorio, collaborare con i reparti di polizia nella tutela dell’ordine pubblico, effettuare servizi di scorta ai prigionieri di guerra. Solo eccezionalmente partecipò alle azioni dell’esercito sui campi di battaglia.