I caduti della Grande Guerra-Fontana Augusto
Fontana Augusto compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
(*) Ad oggi, non mi è stato possibile stabilire con esattezza in quale ospedale di Modena sia morto Fontana Augusto, alla giovane età di 23 anni. Le fonti riportano soltanto una generica indicazione del luogo di decesso “in ospedale a Modena”.
Dalle fonti reperite in rete, ho appreso che a Modena e nella sua provincia durante la Prima guerra mondiale erano attivi numerosi ospedali civili, militari e infermerie. I principali furono gli ospedali, Sant'Agostino, Ramazzini (per i malati contaggiosi), Cialdini, Saporiti, Opizzoni e della Concezione. Per fare fronte alla sempre più impellente richiesta di posti letto, vennero adattati all’uso sanitario anche edifici civili, come il Teatro-Casinò Municipale, l'Educatorio S. Paolo (a fine maggio del 1915 diventa sede dell'ospedale militare di riserva), il Seminario Metropolitano (nei suoi locali nel giugno 1915 si inaugura l’Ospedale Territoriale della Croce Rossa), il Foro Boario (diventa Ospedale Contumaciale nel giugno del 1915, alle dipendenze dell'Ospedale Civile. Situato nell'ala est del Foro Boario, resterà in quella sede fino al 27 febbraio 1917 quando verrà trasferito presso il fabbricato delle Scuole Campori, dal 23 marzo 1917 fino al 15 luglio 1919).
A Modena, però, non confluivano dai vari fronti solo uomini con il corpo segnato dalle orrende ferite riportate sui campi di battaglia, ma anche militari che portavano profonde e invisibili ferite nell'anima per ciò che avevano visto e vissuto: uomini traumatizzati che necessitavano di lunghe e complesse cure psichiatriche. Questi pazienti trovarono accoglienza presso la Casa del Soldato e l’Istituto Psichiatrico S. Lazzaro.
Nel corso delle ricerche sulle strutture sanitarie presenti nel modenese nel corso della Grande Guerra, ho trovato anche vaghi riferimenti a Castelvetro di Modena, Nonantola (Modena), Novi di Modena, all'Ospedale Militare di Modena, alla Regia Clinica Medica di Modena e al Treno Attrezzato 158 Bologna-Modena. Dei primi non ho trovato nulla: invece, sul Treno Attrezzato 158 Bologna-Modena qualcosa è emerso: elementi che spiegano come tanti soldati feriti fossero giunti a Modena, così lontana dai luoghi di combattimento.
Augusto vi arrivò, assieme a tanti altri soldati come lui, feriti o ammalati, trasportato su uno dei numerosi treni ospedale che erano stati predisposti per il trasporto dei militari dal fronte alle retrovie. Erano convogli speciali organizzati dalla Sanità Militare, dalla Croce Rossa Italiana e dal Sovrano Ordine di Malta, appositamente allestiti e attrezzati, con personale medico e infermieristico a bordo e salette chirurgiche per interventi urgenti.
Il primo di questi treni che raggiunse Modena con il suo carico di feriti fu l’VIII Treno Ospedale della Croce Rossa, che arrivò nella prima metà di giugno 1915. A questo ne seguirono molti altri.
Alcune note sul 47° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Fontana Augusto.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto riguardante la Brigata Ferrara è limitata alle pagg. 23 e 24, relative all'anno 1915, anno di morte del Fontana.
Il 47° e il 48° Reggimenti di Fanteria concorsero a formare una nuova Brigata: la Brigata Ferrara. In tempo di pace il 47° aveva sede a Lecce, mentre il 48° aveva la sua sede a Catanzaro.
(**) Anno 1915
Subito dopo l'inizio delle ostilità, la brigata, lasciate le sedi di pace il 27 maggio, si trasferisce per ferrovia in zona di radunata, ed il 2 giugno accampa nei pressi di S. Giorgio di Nogaro, alla dipendenza della 22a divisione. Successivamente si trasferisce nella zona di Medea (5 giugno), indi a S. Lorenzo di Mossa, come riserva della 22a divisione.
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Il 7 novembre la brigata è di nuovo in linea sul Carso schierata fra Cima 4 del S. Michele e la strada Sdraussina-S. Martino.
Iniziatasi la 4ª battaglia dell'Isonzo (10 novembre-5 dicembre), fra il 10 e 24 novembre assalta più volte la Cima 4; il 21, il II/47° riesce ad occupare parte della così detta « Trincea curva », catturando circa 200 prigionieri; respinto nella notte un ritorno offensivo del nemico, il giorno successivo viene conquistata la posizione detta « La Cappella », con la cattura di circa 230 prigionieri; infine, il giorno 23, il II/48° penetra nella trincea nemica detta « Superiore» (fra Cima 4 e I'« Albero Isolato»), e vi conquista un ridotto, catturando altri 500 prigionieri. Alla brigata, esausta per l'aspra lotta e per le fortissime perdite (circa 1400 uomini fuori combattimento, dei quali 76 ufficiali) viene concesso quindi un meritato riposo; fra il 23 e il 26 novembre viene sostituita e inviata a Romans per riordinarsi. Il 13 dicembre torna di nuovo in linea fra Cima 4 e S. Martino, ove i reparti si alternano fino al 29, giorno in cui la brigata viene inviata in riposo a Chiopris.