I caduti della Grande Guerra-Chelli Fulgenzio
Chelli Fulgenzio compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
(*) Le informazioni relative alla morte di Chelli Fulgenzio presentano alcune discrepanze riguardo alla data del decesso ed al luogo del decesso.
Secondo le fonti “Storia e Memoria di Bologna” e “Museo del Risorgimento”, Chelli morì il 21 giugno 1916 e venne sepolto nel cimitero di guerra di Kamno (all’epoca Camina), piccolo centro situato nell’alta valle del fiume Isonzo, in Slovenia. Il paese si trovava nelle retrovie del fronte, alle spalle della linea del fuoco, che correvano sui monti Sleme, Mrzli e Vodil (o Vodel).
Nel 1938, con la costruzione del grande sacrario militare di Caporetto, i numerosi piccoli cimiteri di guerra disseminati nella valle dell'Isonzo furono progressivamente smantellati e le salme vennero trasferite nel nuovo sacrario. Anche i caduti del cimitero di Kamno vennero traslati nel nuovo Sacrario, facendo si che esso cadesse in disuso.
Diversa è invece la documentazione riportata “dall’Albo d’Oro dei Caduti della Grande Guerra” e dal sito “Caduti Grande Guerra”, che indicano come data di morte il 23 giugno 1916. In queste fonti il luogo del decesso è riportato più genericamente come Monte Nero, mentre la sepoltura attuale è indicata nel Sacrario Militare di Caporetto (Kobarid). Le cordinate della sepoltura sono le seguenti.
Tomba/Loculo: 1008
Fila/Gradone: 29
Riquadro/Campo: Superiore.
La copia dell’atto di morte, inviato dal Ministero Della Guerra, giunse al Comune di Monterenzio e fu trascritto in data 1 agosto 1916, sembra confermare quest’ultima data. Da tale documento risulta, infatti, che Fulgenzio Chelli morì in combattimento il 23 giugno 1916 alle ore 10:30, all'età di 29 anni, «in seguito a ferita di pallottola penetrante alla testa», riportata durante un combattimento nella zona del Monte Vodil (o Vodel).
Il Monte Vodil apparteneva al settore del Monte Nero, come confermato anche dalla documentazione storica dell'epoca. Alcune carte militari identificano il rilievo semplicemente come quota 1044. Il Vodil si trova a nord di Tolmino, sulla riva sinistra dell'Isonzo, a circa un chilometro e mezzo in linea d'aria dalla cittadina.
Durante il conflitto il Vodil costituiva una posizione strategica saldamente controllata dalle truppe austro-ungariche, che vi avevano realizzato un articolato sistema difensivo composto da trincee, reticolati e opere fortificate blindate. Nonostante i ripetuti tentativi italiani di conquista, il monte rimase sempre in mano austriaca.
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il luogo della prima sepoltura di Fulgenzio. L'atto di morte indica infatti "Racceno" come sede della tumulazione iniziale, non Kamno. Tuttavia, allo stato attuale delle ricerche, non mi è stato possibile identificare con certezza tale località, che non sembra corrispondere ad alcun toponimo oggi esistente nell'area del fronte.
Al di là delle discrepanze tra le fonti, un dato appare certo: oggi la salma di Luigi Chelli riposa nel Sacrario Militare di Caporetto (Kobarid), dove furono raccolti i resti di migliaia di soldati caduti sul fronte dell'Isonzo.
Alcune note sul 67° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Chelli Fulgenzio.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto dedicato alla Brigata Palermo è limitata alle pagg. 213 e 214, comprendenti il 1915 ed il 1916, fino al mese di giugno; mese nel quale Fulgenzio muore.
Il 67° e il 68° Reggimenti di Fanteria componevano la Brigata Palermo.
(**) Anno 1915
Allo scoppio delle ostilità la brigata trovasi già in Valtellina, alla dipendenza della 5ª divisione. A metà giugno il 67° si porta a Vezza d'Oglio, donde ai primi di luglio due compagnie del I battaglione vengono distaccate a Lago di Campo: ivi, il 5 luglio, esse sostengono il primo scontro col nemico.
Entro il mese di luglio tutta la brigata è dislocata tra Vezza d'Oglio, Mortirolo e Ponte di Legno, con distaccamenti avanzati a Cima Cady e passo del Tonale. Il 25 agosto il III e IV/68°, rinforzati da elementi del III/67°, attaccano il Tonale austriaco, riuscendo ad occupare alcuni elementi di trincea, ma l'intenso fuoco di artiglieria della difesa impedisce di raggiungere l'obiettivo finale.
Alla metà di ottobre la brigata inizia il trasferimento per la fronte del basso Isonzo ed il 10 novembre trovasi dislocata presso Versa, alla dipendenza della 9ª divisione. Il giorno 19 si schiera sul S. Michele, per partecipare, alla dipendenza successivamente della 22ª e della 29ª divisione, alla 4ª battaglia dell'Isonzo (10 novembre - 5 dicembre) ed il 28 reparti del 68° attaccano le cime 1, 2 e 3 del S. Michele, riuscendo, malgrado il vivo fuoco di sbarramento, a portarsi fin sotto i reticolati e ad aprirvi due varchi, attraverso i quali due compagnie del reggimento tentano, invano e con gravi perdite, di raggiungere le trincee nemiche.
Intanto il 67º, insieme con la brigata Perugia, tenta la conquista di q. 124 (Rocce Rosse), ma anche qui gli eroici sforzi degli attaccanti, più volte rinnovati, non riescono a superare la resistenza nemica.
Complessivamente la brigata ha sofferto nell'aspra lotta la perdita di quasi 1500 uomini, dei quali 79 ufficiali. Inviata a Romans per riordinarsi, dopo breve riposo essa ritorna in linea nelle trincee della zona S. Martino-S. Michele.
(**) Anno 1916
Alla metà di febbraio la « Palermo » si trasferisce nella zona di Tolmino, alla dipendenza della 7ª divisione, entrando in linea nel tratto: Roccione-Sbocco Rio Volzana. Ivi prende parte alla 5ª battaglia dell'Isonzo (11-29 marzo) con azioni dimostrative contro le posizioni di S. Maria, ma il 17 marzo il nemico attacca le posizioni della brigata e riesce a penetrare in alcuni tratti di trincea tenuti dal 67°, dai quali pero viene ricacciato il giorno dopo.
Nei giorni successivi i battaglioni si alternano nelle posizioni di prima e seconda linea. Il 3 maggio, passata la brigata alla dipendenza dell’8ª divisione, nel settore Mrzli-Dolje, reparti del 67° concorrono con azione dimostrativa all'attacco del battaglione alpini Morbegno per la conquista del Trucchetto del Mrzli, ma l'operazione non riesce.
In giugno anche reparti del 68º tentano la conquista del Trucchetto del Mrzli, ma senza successo. La brigata rimane nello stesso settore sino alla fine dell'anno, senza partecipare ad azioni importanti, attendendo a lavori di sistemazione e rafforzamento.
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