I caduti della Grande Guerra-Cavalli Alfredo
Cavalli Alfredo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a sinistra, nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti sul campo o in ospedale, a seguito delle ferite subite.
NB: La data nella quale Cavalli Alfredo fu dato per disperso non è certa. Dei tre elenchi caduti che ho consultato due indicano la data del 18 luglio 1915 mentre il terzo indica il 16 luglio 1915. Pertanto, per il momento, prendo per buona il 18 luglio 1915.
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Alcune note sul 19° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Cavalli Alfredo.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in
8 volumi.
(**): La trascrizione è limita alle pagine riguardanti l'anno 1915, anno di morte di Alfredo. Aveva appana 20 anni.
Il 19° e il 20° Reggimenti di Fanteria formavano la Brigata Brescia.
(**) Anno 1915
Dall'inizio della guerra sino alla fine della 1a battaglia dell'Isonzo (7 luglio) la brigata è schierata colla 22ª divisione nella zona di Lucinico, ove rimane in riserva.
Assegnata, l'8 luglio, alla 21ª divisione, prende parte alla 2a battaglia dell'Isonzo (18 luglio-3 agosto) nella zona di « Bosco Cappuccio » e di « Bosco Triangolare », con il compito di raggiungere la fronte S. Martino-S. Michele. Fin dal primo giorno della battaglia i suoi battaglioni, insieme a reparti misti del 29°, 40º, 152° e 155° fanteria, impegnano una lotta accanita, che lo stesso nemico chiama « violenta e insopportabile », a q. 197 del Bosco Cappuccio ed alla trincea così detta « Muraglione » del Bosco Triangolare, riuscendo a conquistare tutto il Bosco Triangolare e quasi per intero il Bosco Cappuccio; catturando un migliaio di prigionieri.
L'accanimento e lo spirito aggressivo dimostrato in questa occasione, dei due reggimenti che « sanguinosamente ascesero le contrastate pendici del Bosco Cappuccio » furono ricordati nella motivazione della medaglia d'argento al valor militare concessa alla Brigata.
Inviata in zona arretrata per ricostituire i suoi organici decimati, essa ritorna nello stesso settore all'inizio della 4a battaglia (10 novembre-5 dicembre), combattendo sino al 21 novembre con tenacia e valore contro le agguerrite posizioni nemiche di cima 3 e 4 del S. Michele; in questo periodo la brigata perde 2.500 uomini fra i quali 7 ufficiali.