Cartoline della Grande Guerra

 
Cartoline della Grande Guerra

 

Di Franco Ruscelli

L’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede dell’impero Austro-Ungarico e della moglie, avvenuta il 28 giugno 1914 nella città di Serajevo, fu la scintilla che diede inizio alla prima guerra mondiale.

Il 28 luglio 1914, l’Austria e la Germania dichiararono guerra alla Serbia e la Germania anche alla Russia, 1 agosto e alla Francia il 3 agosto. Il conflitto ebbe militarmente inizio con l’invasione, da parte delle truppe tedesche, dei paesi neutrali del Belgio, Lussemburgo.

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La prima cartolina: Così viene rappresentato il patto Tedesco e Austro-Ungarico in una cartolina italiana. 
La seconda cartolina: Gli alleati; la Serbia, il Montenegro, la Russia, il Belgio, l’Inghilterra. Si aggiunsero il Giappone (23 agosto) e gli Stati Uniti (7 maggio).

 


 

L’Italia, facendo parte assieme alla Germania e all’Austria-Ungheria della triplice alleanza, mantenne in un primo momento un atteggiamento neutrale.

Cartolina 03


In questa cartolina satirica, viene illustrato in modo chiaro come l’Italia, raffigurata da un’aquila, spezzi il laccio che la legava alla triplice alleanza.

 


 

Nel 1915, in seguito al patto di Londra, l’Italia, staccatasi dai legami del patto della triplice alleanza, diede inizio alle operazioni belliche che portarono alle prime battaglie dell’Isonzo (24 maggio-23 giugno).

 

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Le cartoline rappresentano alcuni corpi delle forze armate italiane

 


 

L’intervento Italiano fu, inizialmente, finalizzato alla conquista delle terre italiane rimaste sotto il dominio asburgico e solo il 16 agosto del 1916 dichiarò guerra alla Germania.

 

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Le cartoline monocrome sono vere fotografie pubblicate dopo essere state autorizzate dal: "Comando Superiore della censura fotografica". Le altre cartoline a colori sono immagini realizzate appositamente da pittori.

 


 

La guerra lunga e cruenta, che si sviluppò su vari fronti, causò in entrambi gli schieramenti milioni di morti, ebbe termine nel novembre del 1918. L’Italia firmò l’armistizio a Villa Giusti e le operazioni terminarono alle ore 15 del 4 novembre del 1918.

 

Cartolina 18    Cartolina 19

Cartolina 20    Cartolina 21

 


 

I Prestiti nazionali

In previsione dello scoppio della guerra, il governo italiano, per far fronte alle enormi spese che il conflitto avrebbe causato, ebbe la necessità di raccogliere enormi somme di denaro. Per coprire tale necessità ricorse alle imposte, all'emissione di carta moneta e al debito pubblico.

Per provvedere alle necessità della guerra, fu, comunque, necessario ricorrere in maniera massiccia all'indebitamento. Per questo motivo, tra il 1915 e il 1918 furono emessi sei prestiti nazionali.

Il prestito alla nazione dava diritto, a chi lo sottoscriveva, ad un interesse che variò da un tasso nominale del 4,50 al 5 %, a seconda delle emissioni, ed erano esenti da ogni imposta. I prestiti potevano essere sottoscritti presso istituti di credito.

Il primo prestito venne deciso nel dicembre del 1914, quando l'Italia non era ancora entrata in guerra. (Il periodo di guerra per l'Italia va dal 24 Maggio 1915 al 4 Novembre 1918.) Il sesto prestito venne deliberato nel settembre del 1918. (La sottoscrizione del prestito venne aperta nel 1920)

 

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                                              IV emissione                        IV emissione

 

Cartolina 28    Cartolina 29


                                              V emissione                        VI emissione

Ogni emissione del prestito nazionale venne pubblicizzata da manifesti, illustrati da grandi artisti. Questi manifesti assunsero una grande importanza propagandistica. Dai manifesti furono ricavate anche delle cartoline, alcune delle quali distribuite ai militari come franchigia. Si presume che le cartoline pubblicate siano circa 300, di diverso tipo.

 


 

Le cartoline in franchigia

Non si può concludere questa breve presentazione sulle cartoline della prima guerra mondiale senza parlare delle cartoline in "franchigia".

I soldati italiani durante la grande guerra mantenevano i contatti con la famiglia lontana scrivendo. Lo facevano quando potevano, rannicchiati nelle trincee, nei momenti di riposo, nelle lunghe ore di attesa tra un'azione militare e l'altra, nelle lunghe notti insonni, angosciati dalla paura di un improvviso attacco nemico.

Per scrivere, però, dovevano utilizzare apposite cartoline fornite del Regio Esercito, distribuite dalle strutture militari e convalidate con timbri di reparto e col bollo e data dell'ufficio di posta militare di partenza. (Inizialmente i militari avevano diritto a ricevere 3 cartoline a settimana. In seguito le cartoline diventarono 7 e poi vennero ridotte a 4)

Erano le così dette cartoline in "franchigia", perchè esenti dal pagamento delle tasse postali.

La parte anteriore della cartolina era prestampata e aveva appositi spazi riservati ai dati del destinatario e del mittente; sul retro, che era in bianco, il militare poteva scrivere il testo del messaggio da inviare al destinatario.

 

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Una volta scritte, le cartoline venivano raccolte da un apposito servizio di posta militare che provvedeva ad inviarle ai centri di smistamento militare; ve ne erano diversi, il principale era a Bologna. In questi centri le cartoline venivano bollate, controllate e poi passavano al vaglio della censura. Terminate queste operazione venivano consegnate al servizio civile per il normale recapito.

Per il percorso inverso, dal paese verso le zone di guerra, le cartoline dovevano avere solo l'indicazione del reparto di appartenenza del militare e l'indicazione generica "zona di guerra" (per motivi di segretezza sul movimento e la dislocazione delle truppe) e nome e grado del destinatario.

Le cartoline venivano raccolte dal normale servizio di posta civile, che provvedeva all'annullo postale, all'apposizione della data e al recapito presso i centri di smistamento militare. (I centri erano in possesso di elenchi aggiornati quotidianamente con lo spostamento delle truppe sui vari fronti o zone di operazioni).

Questi uffici militari dopo aver effettuata la censura e la bollatura delle cartoline le avviavano ai vari reparti per la consegna ai rispettivi destinatari.

Per avere un'idea della quantità di posta circolata nel periodo della guerra, si pensi che i pezzi indirizzati ai soldati al fronte aveva superato il miliardo e mezzo e in direzione opposta si era andati oltre i due miliardi.

 


 

Vedi l'articolo: 1914-2014: Centenario della Grande Guerra

Vedi l'articolo: Monterenzio - I caduti nella Grande Guerra

Vedi l'articolo: 24 Maggio 1915. Cento anni fa l'Italia entrava in guerra

Vedi anche: Franco Ruscelli. Mostra Grande Guerra "Immagini della Prima Guerra Mondiale ad uso popolare"